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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia

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L’ESPERTO RISPONDE: come migliorare il clima di gruppo?

Buongiorno,
https://i2.wp.com/www.manageronline.it/img/resources/article_b9848ebf4c4f970b0f52d69556dbfba7fda12722.jpg?resize=333%2C186vi scrivo perché vorrei trovare una soluzione per cambiare il clima che c’è al lavoro. Sono stata assunta poco tempo fa, in un ufficio di una ditta abbastanza grande. Inizialmente ho fatto un po’ di fatica ad imparare le nuove mansioni e soprattutto ad integrarmi all’interno del gruppo di colleghi. Nel nostro ufficio siamo quattro donne e due uomini. Solitamente non faccio troppa fatica ad inserirmi in nuovi contesti, anche se qualche paura e preoccupazione ci sono sempre. Con loro, in particolare, non mi sento completamente a mio agio, mi sembra di fare fatica a relazionarmi. Non penso che sia una difficoltà solo mia, mi sembra che ci sia una difficoltà in generale del gruppo. Spesso si arriva a litigare, ad urlare, ma anche quando ci sono le giornate più tranquille il clima è sempre teso, tutti siamo molto irritabili. E’ difficile parlare con le altre persone, a volte la sensazione è quella di non sentirsi capiti e ascoltati. Spesso è necessario ripetere più volte le stesse cose, cosa che genera ancor più malcontento e malessere. Non è piacevole passare tanto tempo all’interno di un contesto simile, vorrei, quindi, capire se esistono dei suggerimenti per migliorare la situazione.
Grazie

Buongiorno,
la situazione che descrive è, purtroppo, abbastanza comune negli ambienti di lavoro. Ci possono essere diversi fattori che hanno portato al crearsi e al mantenersi di questa situazione. Per chiarire meglio quali aspetti possono aver influito, bisognerebbe avere maggiori informazioni sul gruppo di lavoro, sulle dinamiche che si sono instaurate tra i singoli o tra eventuali sottogruppi, sui ruoli che ognuno ha assunto all’interno del gruppo, anche sulle richieste che possono venire da parte dell’azienda.

In generale, mi sembra che il contesto in cui lavora sia carico di rabbia ed aggressività, le quali vengono continuamente alimentate generando uno stato spiacevole di tensione. E’ necessario interrompere questa catena della rabbia e generare, invece, un contesto più sereno e pacifico. Possono essere messi in atto interventi più incisivi, effettuati su tutto il gruppo di lavoro, i quali permettono di modificare le dinamiche che si sono generate. A volte, però, possono bastare anche alcuni piccoli accorgimenti che permettono di instaurare una buona comunicazione, con  ricadute positive sulle relazioni interpersonali. Eccone alcuni:

  1. Parlare in modo chiaro, verificando se l’altro ha capito bene quello che gli abbiamo detto.
  2. Ascoltare attivamente, guardando l’altra persona in faccia, mostrandosi interessato, cercando di ridurre le distrazioni e chiedendo spiegazioni se non si è sicuri di aver capito bene.
  3. Rispettare i turni di conversazione: non interrompere il discorso dell’altro e chiedere che venga rispettato il proprio turno.
  4. Fare in modo che il linguaggio non verbale (tono di voce, espressione del viso, postura,…) sia congruente con il significato delle parole. Questo perché nelle situazioni di incongruenza, quello a cui viene dato maggiore valore è il linguaggio non verbale.
  5. Esprimere apprezzamento per cose fatte o dette da altri che ci sono piaciute. Nel fare i complimenti è fondamentale guardare l’altra persona negli occhi, sorriderle, ed esprimere anche i propri sentimenti, come la gratitudine o il sollievo. E’ importante che l’apprezzamento venga fatto subito dopo che la persona ha fatto qualcosa di positivo e può essere fatto anche nelle piccole cose, preferibilmente evitando di accompagnarlo con una critica (“Bravo per aver fatto…, ma…”).
  6. Quando si esprime una critica, criticare il comportamento, non la persona, parlando con calma e fermezza, spiegando cosa non ci è piaciuto del suo comportamento e suggerendo comportamenti alternativi per le volte successive. Per esprimere i sentimenti negativi è meglio parlare di come ci sentiamo, non di come l’altro ci ha fatto sentire, ad esempio non dire: “tu mi hai fatto arrabbiare quando…” ma “mi sono arrabbiato quando tu…”. Inoltre, non è utile enunciare giudizi morali (“E’ da maleducati”) o generalizzare il comportamento dell’altra persona (“fai sempre così”).
  7. Fare richieste in modo cortese, guardando l’altra persona in faccia ed essendo specifici nella richiesta, eventualmente specificando le conseguenze positive che la sua azione porterebbe: “Se tu potessi…io mi sentirei molto più tranquillo”.
  8. Saper essere assertivi, ovvero essere in grado di esprimere le proprie emozioni, opinioni, punti di vista, bisogni, facendo valere i propri diritti nel rispetto di quelli altrui, non mostrandosi né passivo, né aggressivo.

Questi sono solo alcuni piccoli suggerimenti che possono essere messi in atto per migliorare la comunicazione e, quindi, la relazione con le altre persone. Esistono, inoltre, altre tecniche più specifiche che possono essere messe in atto in situazioni simili alla sua; se ritiene che possano esserle utili, la invitiamo a contattarci per approfondire l’argomento.

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esperto

 

Autore_Benaglio

 

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