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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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L’ESPERTO RISPONDE: Da quando mi sono trasferita, tutto è cambiato

Michela, 25 anni

goldfish jumping out of the water

“Buongiorno,
sono Michela e mi trovo ormai da troppo tempo in una situazione che mi rende infelice. Sono nata e cresciuta al mio paesino, in Umbria. Ero una bambina adorata da tutti, stavo sempre in giro per il paese a combinare guai, soprattutto dopo la nascita della mia sorellina, visto che i miei genitori hanno dedicato a lei tutte le attenzioni. Quando ne combinavo delle belle, però, i miei se ne accorgevano e mi ricordo un sacco di sgridate!
Mi sono trasferita qui a Milano da 6 anni e ho trovato una realtà completamente diversa: le persone sono fredde, distanti, ho trovato degli amici che però non hanno i miei stessi gusti, quindi quando usciamo la sera mi sento sempre fuori luogo, anche se loro non se ne accorgono: so di essere molto simpatica e li faccio sempre ridere! Mi sento però molto sola e ho dei veri e propri momenti di sconforto: quando sono a casa mi accorgo di piangere ininterrottamente per ore. Come devo fare?”

Cara Michela,
alcune delle informazioni che ci hai dato avrebbero bisogno di essere approfondite: non possiamo, infatti, sottovalutare questi momenti di sconforto, che tu ci hai descritto come profondamente difficili.
Ci servirebbe comprendere quanto spesso si verificano, quanto durano, se si presentano in seguito ad avvenimenti particolari, da quali pensieri sono accompagnati.. in questo modo potremmo comprendere meglio, dal punto di vista diagnostico, l’entità del problema.

Ma soprattutto.. siamo sicuri che tutto sia cambiato a partire dal tuo trasferimento?

Quello che sembra emergere, in modo prepotente, è un tuo bisogno di affetto e accudimento che forse ha origini più antiche: esso ti fa sentire le persone di Milano come fredde e distanti, ti fa provare nostalgia del suo paesino, ti fa sentire sola.
In che modo vivi oggi questo bisogno?
Adattandoti ai bisogni degli altri, adeguandoti alle loro scelte, trascurandoti per farli divertire. E’ possibile, in realtà, che questa modalità di rapportarti con i tuoi bisogni l’abbia appresa sin dall’infanzia quando, per ottenere affetto e attenzione dai tuoi genitori, “ne combinavi delle belle”, accontentandoti dell’attenzione ricevuta mentre ti sgridavano.
Sembra che ti stia trovando dunque in una posizione di conflitto: la paura di non ricevere affetto ti porta a difenderti adeguandoti alle necessità degli altri.

Il prezzo da pagare è che in questo modo nessuno (né tu, né gli altri) si prende cura dei tuoi bisogni, ed è possibile che i momenti di sconforto siano legati proprio a questa mancanza.

Questa ipotesi rispetto al tuo modo di “funzionare” dovrebbe però essere confermata. Insieme, in un colloquio, potremmo andare alla ricerca delle informazioni necessarie per comprendere meglio la situazione, e soprattutto per trovare un modo nuovo e più utile per vivere i tuoi bisogni.

Vuoi anche tu inviarci la tua domanda? Puoi farlo semplicemente collegandoti alla pagina 

esperto

 

 psicologa psicoterapeuta alice garavaglia


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Vedere i fantasmi: non si tratta necessariamente di patologia o di superstizione

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Uniti per sempre, in salute, in malattia… e anche nella morte.
È questo il sentimento comune di tante coppie che, dopo anni e anni di vita insieme, sono costretti al triste addio. Tra i vedovi, infatti, c’è chi continua a sentire la presenza del proprio amato al suo fianco, magari nella casa condivisa fino a qualche tempo prima e ancora piena di ricordi. Una presenza talmente forte da avere quasi la certezza di vederne la sagoma o di sentirne la voce. Continua a leggere


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L’ESPERTO RISPONDE: Lutto, cosa posso fare?

Carla, 37 anni

lutto.pngBuongiorno, vi scrivo perché sono preoccupata per mia sorella. Il mese scorso ha perso suo marito: sono stati sposati per 15 anni e nell’ultimo periodo la loro relazione
non funzionava molto bene. La malattia del marito è durata diversi anni, non si può dire che abbia colto mia sorella impreparata, però ora non si dà pace. Dopo qualche settimana in cui come una macchina si è oc
cupata di tutte le incombenze pratiche, ora è molto giù di morale, ma soprattutto si sente in colpa per non essergli stata vicina quanto avrebbe potuto nell’ultimo periodo. Da due settimane fatica a uscire di casa, non si concentra sul lavoro, non sempre mi risponde al telefono. Continuo a dirle che avrà ancora molte altre possibilità visto che è giovane, che deve essere forte, ma non mi ascolta. Cosa posso fare?
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L’ESPERTO RISPONDE: Mi riprenderò mai?

CIELO-sostegno-psicologico-allelaborazione-del-lutto-Copia-2Marco,  36 anni

Buonasera, mi trovo in un momento davvero difficile. Lo scorso mese ho perso la mia compagna per una grave malattia, che l’ha portata al tracollo in pochi mesi. Vivevamo insieme da qualche anno, stavamo facendo progetti… Mi faccio forza, cerco di non badare alla mia tristezza, mi sono dedicato molto di più al lavoro. Tutti mi dicono che sono ancora giovane e che riuscirò a rifarmi una vita e ci sto provando, ma mi sembra di muovermi a vuoto. Come posso fare per riprendermi?”
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Seminario – I SEX OFFENDER – Milano, 15 maggio 2016

4 posti disponibili

Evento convenzionato gpl_full_black_100

Il seminario “I Sex offender – Dall’abuso sessuale sui minori al profilo dell’aggressore” permetterà ai partecipati (genitori, insegnanti, assistenti sociali, psicologi, medici, infermieri, avvocati, educatori, studenti…) di sapere riconoscere quali sono le condotte “normali” o “patologiche” che i bambini abusati mettono in atto, di comprendere quali sono gli indicatori forensi dell’abuso sessuale su minore,  di conoscere come e quando fare una segnalazione alle autorità preposte, di tracciare il profilo psicopatologico e criminologico degli autori di abusi sessuali su minori.

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SEMINARIO Autismo e diagnosi precoce: i segnali da conoscere

Dal colloquio con i genitori
all’utilizzo dei questionari
per l’identificazione precoce

 Dr.ssa Silvia Di Nunzio – Psicologa clinica e Neuropsicomotricista

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Sabato 11 Giugno 2016
dalle ore 10.00 alle ore 13.00
presso la sede di Milano
Via E. Petrella 14 (Google Maps)

12 posti disponibili

Evento convenzionato
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L’autismo è una sindrome comportamentale che si manifesta con disturbi dell’interazione sociale, della comunicazione e della comprensione di pensieri, sentimenti ed emozioni. L’espressione dei sintomi e la sua gravità all’interno dello spettro autistico è variabile, ma la disabilità è permanente e accompagna il soggetto in tutto il ciclo vitale.

L’intervento precoce può svolgere un importante effetto riparatore Continua a leggere


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L’ESPERTO RISPONDE: Amici su Facebook: perché non si può?

foto seconda domanda

Giovanni, 50 anni

“Buongiorno, mi rivolgo a voi perché ho un dubbio.

Mia moglie è in terapia da diverso tempo da uno psicologo e, qualche giorno fa, trovandolo su Facebook gli ha chiesto l’amicizia. Lui non l’ha accettata, dicendo che non è possibile, perché in qualche modo falserebbe il loro lavoro.

A me sembra davvero strano: io sono un medico di base e i miei pazienti li accetto senza problemi su Facebook, non vedo come questo possa compromettere la nostra relazione.

Mi piacerebbe avere maggiori informazioni a riguardo perché non vorrei che fosse solo una rigidità di questa persona e non mi piacerebbe sapere mia moglie affidata a lui.” Continua a leggere