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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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Smartphone e giovani: angeli o demoni?

telefonini-ev-fb-470X246-253x189La tecnologia è parte delle nostre vite. La diffusione degli smartphone (attorno al 2012) si è insediata in maniera repentina e invasiva nelle nostre giornate. Già la presenza dei telefoni cellulari parallelamente all’ingresso di internet nelle case, alla fine degli anni ’90 aveva cominciato a modificare i modi e i tempi della comunicazione: l’incontro tra i due ha rivoluzionato le abitudini.

Noi adulti li abbiamo integrati nelle nostre giornate, ed  è difficile ricordare come facessimo prima ad aspettare di vedere una persona dal vivo per poter condividere con lei un pensiero, un’immagine, un momento… Anche i tempi di lavoro si sono modificati: abbiamo mail lavorative nel telefono, e siamo  raggiungibili tramite diversi canali praticamente sempre.

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L’ESPERTO RISPONDE: Da quando è nato il piccolo, mio marito è in crisi!

Flavia, 34 anni

Sto con mio marito, Stefano, coetaneo, da 10 anni, e da sempre è stato per me un grosso punto di riferimento: un uomo deciso, con tanti amici, un buon lavoro, un tipo che ha sempre tutto sotto controllo, molto progettuale e concreto. baby

Da quando però è nato Giovanni, un anno e mezzo fa, ha spessissimo degli attacchi d’ansia. Quando torna dal lavoro si sdraia sul divano perché si sente distrutto. Progettare cose è impossibile, a lungo termine ma anche a breve. Soffre e si continua a lamentare di essere un cattivo padre, ma non riesce a fare nulla per attivarsi. Continua a leggere


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“Libere disobbedienti innamorate”: amicizia e emancipazione a Tel Aviv

DATA USCITA:6 aprile 2017
GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Maysaloun Hamoud.
TITOLO ORIGINALE: Bar Bahar
ATTORI: Mouna Hawa, Sana Jammelieh, Shaden Kanboura, Mahmud Shalaby, Riyad Sliman
SCENEGGIATURA: Maysaloun Hamoud
FOTOGRAFIA: Itay Gross
PRODUZIONE: DBG / deux beaux garçons, En Compagnie Des Lamas
DISTRIBUZIONE: Tucker Film
PAESE: Israele, Francia
DURATA: 96 Min

Tre giovani donne palestinesi in una Tel Aviv dinamica e piena di contraddizioni, dove diventare adulte significa anche interfacciarsi con un mondo affascinante ma estremamente complicato. Continua a leggere


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Così giovani e così fragili

Negli ultimi mesi sono stati molti i suicidi che avevano come protagonisti degli adolescenti o giovani adulti, e diverse sono state le interpretazioni e le letture che sono state date ai diversi casi, dall’opinione pubblica a professionisti di varia formazione.
Si è acceso un dibattito  attorno al caso del ragazzino  ligure che si è suicidato dopo che la madre aveva chiamato i carabinieri per arginare in qualche modo l’utilizzo di cannabis del ragazzino, non sapendo come fare diversamente.  scarpeQuesto caso particolare ha scatenato polemiche, dall’annosa questione sulla legalizzazione delle droghe leggere, sulla necessità di controllare chi spaccia piuttosto che chi consuma, sui metodi poco teenager-oriented della polizia e della guardia di finanza. Tutti spunti interessantissimi, con adeguatissime basi  teoriche e anche empiriche.
Penso che sia importante guardare oltre: cos’hanno in comune questi ragazzi che ad un certo punto (molto precoce) della loro vita non ce la fanno più a reggere il confronto con il mondo? Continua a leggere


Ossessionati da un amore

Se c’è un termine psicologico di moda in questi ultimi anni è “ossessione”.
Facendo zapping tra i canali che hanno il palinsesto incentrato principalmente su reality e documentari, le ossessioni sono i protagonisti indiscussi, che siano “imbarazzanti” o che ognuno racconti la propria. pensierosa
Non è però solo la televisione popolare che si occupa di ossessioni… Anche eminenti ricercatori se ne occupano ovviamente, e da qualche anno i ricercatori israeliani Guy Doron, Danny Derby e Ohad Szepsenwol hanno studiato in particolare il disturbo ossessivo compulsivo da relazione (DOC da relazione).
Si tratta di un disturbo che potrebbe riguardare diversi tipi di relazione (genitori-figli, professori-studenti; la propria relazione con Dio) ma quello più diffuso e studiato è quello che riguarda la relazione amorosa.
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L’ESPERTO RISPONDE: indovina chi viene a cena?

Giorgia, 29 anni

“Buonasera, sono Giorgia e vi scrivo perché, sebbene possa sembrare una banalità, il mio problema, in questo momento, è presentare il mio nuovo ragazzo ai miei genitori. Sono figlia unica, ho sempre avuto un ottimo rapporto con loro, con mia mamma in particolare di estrema confidenza, e con papà di stima. Voglio bene a loro e loro ne vogliono a me. La difficoltà nel presentare il ragazzo con cui sto da tre  mesi è che Sam è pakistano. E’ un ingegnere, è venuto in Italia dopo la laurea e ha un ottimo lavoro qui, ma so già che i miei genitori avrebbero da obiettare fortemente per il suo paese di origine e per la sua religione. Loro sono un po’ tradizionalisti, chiusi e paurosi, oltre ad avere visioni politiche destrorse. Sam è musulmano, rispetta le linee guida fondamentali della sua religione, ma in questi mesi non mi è sembrato proprio che questo potesse avere delle ripercussioni negative nella nostra relazione. guess-whos-coming-to-dinner_mgzoomIl nostro rapporto è davvero molto bello, per quanto così diverso da me sto proprio apprezzando la voglia di conoscerci e provare a costruire qualcosa. La nostra sarebbe inoltre per me la prima relazione nella quale penso che potrei fare un salto di qualità, andare a convivere magari tra un po’. Un po’ di miei amici già lo conoscono, ma ai miei genitori non ho ancora parlato di lui, un po’ per scaramanzia e privacy in generale all’inizio di una storia (tendono un po’ a invadere), un po’ proprio perché ho paura della loro reazione (ho potuto evitare di parlarne anche perché da qualche anno, da quando lavoro stabilmente, non abito più con loro). Non voglio ferirli, ma non voglio nemmeno rinunciare a una relazione che sembra molto bella per questo motivo”.

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Alt! Fermiamoci un attimo! Mindfulness & Bodyscan

Nel mondo occidentale, e in Italia in particolar modo (forse per allontanare il vecchio pregiudizio che ci voleva pigri e più dediti allo svago che al lavoro) viviamo in un’epoca che, tra i massimi valori, esalta l’attività sopra ogni altra cosa.

lavoro nemesisSe facciamo attenzione ai nostri (e agli altrui) discorsi, possiamo notare come siano infarciti di “sono sempre di corsa!”, riportino spesso affanno e grossa difficoltà nell’incastrare le varie attività che siano lavoro, svago e affetti. Pensiamo anche solo a questo periodo Natalizio: si continua a parlare della “corsa al regalo”, che perde così quasi totalmente il suo valore affettivo diventando un traguardo da raggiungere.

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L’ESPERTO RISPONDE: Sono sieropositiva, e ora come faccio?

Emilia, 32 anni

Buongiorno, scrivo perché da un mesetto ho scoperto di essere sieropositiva, di avere contratto l’HIV.

Ho avuto una buona carriera universitaria, ho un buon lavoro, amici, una famiglia normale, mai problemi di alcun tipo (droghe o simili..). Ho fatto il test perché una mia amica mi ha proposto di diventare donatrice del sangue, e sono andata a farlo, per la prima volta, a 32 anni. donna_triste_9_94681
Sono andata serena a fare gli esami di routine: mai più avrei pensato di poter essere a rischio per questa infezione. Infatti quando mi hanno convocato per comunicarmi l’esito ho subito pensato a un errore: però non c’era nessun errore. Sono sieropositiva, non si capisce esattamente da quando, probabilmente da qualche anno.
Io di uomini con cui sono andata a letto ne ho avuti solo 3, tutte relazioni stabili, dove dopo un po’ si smetteva di usare il preservativo e si usava la pillola. Con M., l’ultimo fidanzato, siamo stati insieme 3 anni, e lasciati qualche mese fa. Dato che ho comunicato a tutti e 3 del mio stato, ho scoperto che il “regalo” me l’ha passato M. Io mi fidavo di lui. Lui a sua volta non lo sapeva, è caduto dal pero, cercando di capire chi tra le sue ex fosse stata.
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PSICOLOGIA E CINEMA “La Pazza gioia”: una finestra delicata sulla malattia psichica

La-Pazza-Gioia

DATA USCITA: 17 maggio 2016
GENERE: Commedia , Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Paolo Virzì
ATTORI: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Sergio Albelli, Anna Galiena, Marisa Borini, Marco Messeri, Bobo Rondelli
SCENEGGIATURA: Francesca Archibugi, Paolo Virzì
FOTOGRAFIA: Vladan Radovic
MONTAGGIO: Cecilia Zanuso
MUSICHE: Carlo Virzì
PRODUZIONE: Lotus Production con Rai Cinema in coproduzione con Manny Film
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia, Francia
DURATA: 118 Min

Beatrice e Donatella sono due pazienti psichiatriche che si trovano a scontare una pena a Villa Borghi,  un OPG (ospedale psichiatrico giudiziario, chiusi nel 2015, evoluzione a loro volta dei manicomi criminali) molto accogliente nell’entroterra toscano.

A parte il fatto di essere donne, tanto belle quanto fragili, e di soffrire di disturbi psichiatrici, non potrebbero essere più diverse.

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