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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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Imparare a leggere e scrivere: quali insegnamenti sono utili per la preparazione alla scuola primaria?

Imparare a leggere e scrivere è una delle più grandi sfide che il bambino è chiamato ad affrontare durante il passaggio dalla scuola materna alla scuola elementare. Spesso le preoccupazioni dei genitori rispetto al possibile insuccesso scolastico o all’incapacità di supportare adeguatamente i figli nello svolgimento dei compiti, affiancano silenziosamente l’entusiasmo e/o il timore dei bambini che si approcciano alla scuola.

prerequisiti lettura scrittura

L’incontro del bambino con la letto-scrittura, in realtà, avviene molto prima del suo ingresso alla scuola primaria: già verso i 4 anni egli inizia ad interrogarsi sul significato e sulla funzione di tale competenza. Non è raro, infatti, che a questa età, guardando il segnale stradale dello STOP, il logo di certi prodotti commerciali o la parola “fine” al termine di un cartone animato, il bambino dica “Qui c’è scritto….”. Ovviamente, non si tratta ancora di una vera e propria competenza di lettura: il bambino in questa fase vede globalmente la parola e la riconosce in base al contesto e a quella particolare forma grafica (non sarebbe infatti in grado di riconoscerla se scritta con un altro carattere). Tuttavia, è proprio in questa fase che egli inizia a elaborare ipotesi e a costruire regole che possano aiutarlo a comprendere il funzionamento della scrittura.

Il lavoro di preparazione all’apprendimento delle competenze scolari, ovvero l’imparare a leggere e scrivere, inizia molto precocemente e coinvolge numerose abilità, definite prerequisite.

Che cosa si intende per prerequisito? Esso è un’abilità che facilita l’accesso ad una competenza più complessa ed è una condizione necessaria per un successivo apprendimento, verso funzioni più evolute.
Molte sono le funzioni che sono implicate nell’imparare a leggere e scrivere:
processi neuropsicologici quali attenzione, memoria, organizzazione spaziale, linguistica, prassica
organizzazione cognitiva che consente al soggetto di stabilire in modo coerente ed orientato un obiettivo e di perseguirlo attraverso operazioni di generalizzazione e di ragionamento
processi metacognitivi che permettono di riflettere sulle operazioni mentali effettuate stabilendo le strategie migliori per la risoluzione di un compito
livello motivazionale che consegue a rinforzi positivi esterni e al riconoscimento del valore dell’apprendimento ai fini sociali e individuali.

Le abilità di base che contribuiscono a questo apprendimento possono essere, genericamente, suddivise in due grandi categorie: competenze extra-linguistiche (familiarità con la lingua scritta, competenze attentive e percettive, memoria, competenze grafo-motorie) e competenze linguistiche e comunicative (competenze fonologiche, lessicali, grammaticali, abilità narrative, competenze metafonologiche, competenze pragmatiche).

Queste abilità vedono la loro massima automatizzazione nel periodo che va tra la fine della scuola d’infanzia e la fine del primo ciclo della scuola primaria: la scuola dell’infanzia dovrebbe dunque stimolare il bambino non tanto nell’apprendimento della forma delle lettere e dei loro suoni, quanto invece nella riflessione sul linguaggio attraverso la conoscenza e la consapevolezza delle diverse componenti dello stesso (fonologica, grammaticale, semantica, pragmatica). 

insegnamento abilità metalinguistiche

Ciò che è utile potenziare sono dunque le abilità metafonologiche, che permettono cioè di riconoscere per via uditiva i fonemi che compongono le parole del linguaggio parlato. Esse implicano un processo cognitivo in cui viene chiesto al bambino di rivolgere la sua attenzione all’aspetto acustico dell’informazione per analizzarla e tradurla in un codice grafico.

Secondo le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento, “Il linguaggio è il miglior predittore delle difficoltà di lettura, per questo è bene proporre ai bambini esercizi linguistici, ovvero operazioni metafonologiche, sotto forma di giochi” (MIUR). Numerosi sono gli studi che mettono in evidenza come la stimolazione dei bambini nell’ultimo anno della scuola materna risulti importante per potenziare le competenze di coloro che hanno una normale evoluzione linguistica e diventi invece fondamentale per coloro che presentano uno sviluppo atipico delle competenze linguistiche.

Ma quali sono le competenze metafonologiche utili per imparare a leggere e scrivere? Dividiamo intanto in due distinti gruppi le abilità di Consapevolezza Globale e Consapevolezza Analitica.
All’interno della Consapevolezza Globale il bambino dovrebbe riuscire a:
– Discriminare a livello uditivo coppie di parole e di non parole (esempio: baca e paca sono uguali? Vaso e naso sono uguali?)
– Riconoscere parole in rima
– Riconoscere sillabe uguali in parole diverse
– Dividere le parole in sillabe
– Unire le sillabe per formare le parole

Con la Consapevolezza Analitica il bambino dovrebbe:
– Unire e dividere i singoli suoni che formano le parole
– Invertire le iniziali di due parole per formarne altre due
– Trovare quali parole fanno rima con…
– Trovare il più velocemente possibile tutte le parole che iniziano con una data lettera

Dunque l’insegnante della scuola dell’infanzia, supportato magari dallo specialista, dovrebbe aiutare i bambini a sviluppare le competenze sopra descritte, in modo da aiutarlo ad approcciarsi alla scuola primaria con un bagaglio di conoscenze utili, che gli permetteranno di apprendere la letto-scrittura in maniera fluida e regolare.

 

cristina iosa logopedista

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Giochi di ruolo cartacei: non solo semplici passatempi!

Nel Gennaio 2016 la rivista “American Journal of Clinical Hypnosis” ha pubblicato una ricerca (vai al link) che darà soddisfazione a tanti giocatori di giochi di ruolo cartacei: chi gioca regolarmente ai cosiddetti role-playing games mostra livelli di empatia e di capacità di immedesimazione significativamente maggiori rispetto ad un campione simile di persone che non giocano a giochi di ruolo.

Innanzitutto proviamo a capire cosa sono i giochi di ruolo da tavolo.

hwil9i“Il gioco di ruolo è un gioco in cui i partecipanti fingono di essere i personaggi di una storia che essi stessi inventano, mossa dopo mossa, sotto la guida di un Master (o “Narratore”). Quest’ultimo espone una situazione, mentre gli altri giocatori raccontano a turno che cosa farebbero se fossero davvero un gruppo di avventurieri che deve liberare la principessa prigioniera del drago, o uno sceriffo e i suoi aiutanti a caccia dei contrabbandieri di whisky nel selvaggio West, o i ribelli di Guerre Stellari che cercano di mettere in salvo i piani della più potente astronave della galassia, oppure coniglietti e maialini di un cartone animato in cerca delle loro leccornie preferite…” (tratto da www.gdr2.org) Continua a leggere