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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia

Pensieri e Aforismi #126 Marai

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L’ESPERTO RISPONDE: emozioni inaspettate in gravidanza

Simonetta, 32 anni

Buongiorno,
Vi scrivo perché ho scoperto da poche settimane di essere incinta e forse non mi sento come dovrei sentirmi. Io e mio marito l’abbiamo cercato, lo desideravamo entrambi. Non abbiamo fatto come molte coppie che contano i giorni fertili ci abbiamo provato e in modo molto tranquillo è arrivato. Diciamo che ci siamo affidati al destino e in poco più di un paio di mesi il test ha dato esito positivo.
Non ho avuto il tempo di realizzare la cosa, mi sento spaesata e dentro di me circolano mille emozioni. È una cosa stranissima, non ho mai provato nulla di simile.
Mi faccio sempre mille domande… sono una insicura io. Ciò che mi preoccupa è che sento delle amiche o delle colleghe incinte come me che sprizzano di felicità da tutti i pori, leggo sempre di emozioni positive e di gioia immensa. E io? Io mi sento per lo più impaurita, ho mille dubbi e mille domande, ma perché? È normale? Possibile che io sia così diversa dalle altre?unnamed-1

Buongiorno cara Simonetta, la ringrazio averci scritto.
La gravidanza è un momento delicato nella vita di una donna. Ogni gravidanza è diversa, ogni donna è diversa come ogni giorno è diverso. Il ventaglio delle esperienze che possiamo provare è enorme, dal sentirsi sane e forti come non mai, con un senso di totale benessere, raggianti e felici, al sentirsi invece incredibilmente nauseate, affrante e svogliate.

Potremmo ritrovarci deluse o addirittura arrabbiate perché ciò che stiamo sperimentando potrebbe non coincidere affatto con le nostre aspettative sulla gravidanza e su come ci saremmo dovute sentire. Per quanto abbiamo desiderato questo momento, insieme alla felicità è possibile sperimentare momenti di paura, ambivalenza, rimpianto e incertezza. Come cambierà la nostra vita? Siamo pronte ad essere madri?

Inoltre durante la gravidanza spesso le donne si sentono più vulnerabili emotivamente e più sensibili sotto tutti i punti di vista, sia fisici che emotivi, anche per effetto dello squilibrio ormonale. Quindi quello che sta provando, Simonetta, è del tutto normale: molte donne come lei lo provano ma è difficile ammetterlo. Tutti “gli altri” si aspettano reazioni di gioia, e svelare le nostre paure diventa difficile. A volte la sensazione di sentirci giudicate, quindi, potrebbe impedirci di accettare e condividere le nostre emozioni.unnamed.jpg

Durante la gravidanza ci saranno molti cambiamenti che si affacceranno alla nostra esperienza: il nostro corpo, il lavoro, la famiglia, le persone intorno a noi. Una chiave per fronteggiare questo percorso è provare ad accogliere e accettare tutto ciò che verrà ed essere gentili e compassionevoli con noi stesse, soprattutto quando proveremo paura.
Spero di esserle stata di aiuto, le auguro di godersi ogni momento di questa esperienza.

 

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Pensieri e Aforismi #125 E. Fromm

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Il Centro Nemesis a Milano cambia casa!

Centro Nemesis Milano

Siamo felici di comunicarvi lo spostamento
del Centro NEMESIS a Milano
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Ora ci trovate in
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(MM Loreto, Caiazzo e Lima)

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Pensieri e Aforismi #124 S. Prajnanpad

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Seminari di PSICOLOGIA CRIMINALE 2018 – 2019

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con il Criminologo Dott. Russo in una versione tutta nuova!
Primo appuntamento 25 novembre 2018

Seminario di CRIMINAL PROFILING I
Seminario di CRIMINAL PROFILING II
Seminario di CRIMINAL PROFILING III

Per tutti gli studenti, appassionati ed addetti al settore…

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Pensieri e Aforismi #123 Saint-Exupery

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ESSERE PRESENTI: che cos’è la Mindfulness?

Certi automatismi della vita e alcuni condizionamenti ci portano ad angosciarci quando la vita è difficile, e a non assaporarla completamente quando è piacevole. Quante volte ci è capitato di accorgerci di “essere da un’altra parte” durante un discorso, leggendo, guidando, facendo la doccia?  La nostra mente tende sempre a portarci nel passato o proiettarci nel futuro, invece di rimanere nel momento presente. Questo spesso ci porta ad essere estranei rispetto alla nostra vita. Grazie alla mindfulness è possibile imparare a governare l’attenzione e a ricollegarsi ai propri sensi: essa è caratterizzata dall’abilità di dirigere l’attenzione al momento presente e dall’attitudine con cui lo si fa, fatta di curiosità, apertura e accettazione (Bishop et al. 2004).
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La mindfulness ha una storia lunga 2500 anni, ha le sue origini nelle tradizioni buddiste, in particolare dalla meditazione Vipassana, facente parte della tradizione Theravada. Il termine deriva dalla parola “sati” in lingua Pali; la parola fa riferimento a uno stato caratterizzato da presenza mentale in cui i fenomeni interni ed esterni da un lato vengono visti come realmente sono, e dall’altro questi fenomeni vengono distinti dalle proprie proiezioni e distorsioni mentali.
Questo termine vuol dire anche ricordare, ovvero la capacità di ricordarsi dei propri pensieri e comportamenti e delle conseguenze che possono avere su di sé e sugli altri (Analayo 2006, Buddhaghosa 1976).
Quindi questa pratica porta all’aumento della consapevolezza delle proprie intenzioni, emozioni, parole, pensieri e delle conseguenze che queste hanno su di noi e sugli altri.
Più recentemente Jon Kabat-Zinn (1999) definisce la mindfulness come “la consapevolezza che emerge prestando attenzione in una maniera particolare: intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante”; questo richiede costanza nella pratica per arrivare a impadronirsi di ogni istante della nostra esperienza, bello o brutto che sia.  Attraverso la pratica della consapevolezza, che ognuno di noi può sperimentare, si può sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli eventi sensoriali e mentali al fine di coglierne la reale natura.

Nei testi buddisti la cessazione del turbinio dei pensieri viene illustrata con la metafora di una cascata le cui acque si calmano gradualmente a valle, per poi unirsi alla vastità dell’oceano. Il progresso della meditazione, secondo questa visione, comporta cinque tappe, a cui corrispondono le seguenti cinque analogie:

  1. La cascata che scende da un dirupo sono i pensieri che si susseguono incessantemente; sembrano ancora più numerosi per il semplice fatto che si comincia a rendersi conto dell’agitazione interiore.
  2. Il torrente che scende precipitosamente a valle rispecchia il momento in cui dentro ciascuno si alternano periodi di quiete e di attività.
  3. L’ampio fiume che scorre senza ostacoli è la mente che si agita soltanto quando viene perturbata dagli avvenimenti, altrimenti dimora nella calma.
  4. Il lago increspato da qualche onda rappresenta l’animo leggermente agitato in superficie, ma che nel profondo si mantiene calmo e presente.
  5. La tranquillità dell’oceano è la concentrazione imperturbabile e senza sforzo che non ha più bisogno di antidoti contro il vagare dei pensieri.

Questo cambiamento sicuramente non avviene in tempi brevi, ma occorrono costanza e impegno per raggiungere la piena consapevolezza, così come è necessaria molta fatica per imparare uno sport, una lingua o un’altra disciplina.

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Recentemente l’arte della meditazione si è diffusa in tutto il mondo per via di diversi fattori: l’invasione cinese del Tibet, le guerre del sudest asiatico, che hanno portato all’esilio molti monaci e maestri buddisti, la presenza di maestri Zen in Occidente e il fatto che giovani occidentali siano andati in Oriente a imparare la meditazione.
Negli ultimi decenni la sua pratica si è diffusa in diversi ambiti della psicologia occidentale. I principali  riguardano:
– la riduzione dello stress, attraverso il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) realizzato in ambito medico da Jon Kabat-Zinn;
– il trattamento dei disturbi dell’alimentazione, attraverso il protocollo Mindfulness-Based Eating Awareness (MB- EAT );
– l’empowerment aziendale, utilizzando la mindfulness come strumento di promozione del benessere psico-fisico e come fattore essenziale della cultura organizzativa;
– la psicologia dello sport, poiché la mindfulness permette all’atleta di sperimentare tutta la gamma di esperienze cognitive, emotive e corporee senza che vi sia la necessità di controllarle.

Dr.ssa Mara Mettola

 

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Pensieri e Aforismi #122 B. Russell

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