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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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L’ESPERTO RISPONDE: come funziona l’ipnosi?

Buongiorno, sono in psicoterapia da 1 anno e mezzo, sono molto contento dell’andamento della terapia e mi trovo benissimo con la mia psicoterapeuta. Infatti, ho già avuto dei notevoli progressi. Recentemente la mia terapista mi ha proposto di usare l’ipnosi per rimuovere dei blocchi interni. Ad essere sincero, inizialmente mi sono spaventato e mi sono informato sul web dove ho letto informazioni contrastanti che alla fine mi hanno confuso. La psicoterapeuta mi ha spiegato il processo dell’ipnosi e ho massima fiducia in lei, ma con tutto quello che ho letto, mi sono rimasti alcuni dubbi. Vorrei avere “una seconda opinione”, mi potrebbe spiegare che cos’è l’ipnosi ericksoniana che la psicoterapeuta intende utilizzare con me? 
Un caro Saluto,
Sergio

Buongiorno Sergio,
la ringrazio per la sua domanda a cui rispondo con piacere.
Nella nostra società in effetti, esiste ancora un forte pregiudizio e una grande disinformazione verso l’ipnosi. Si pensa che le persone in ipnosi, vengano in qualche modo sottomesse dall’ipnotista. L’ipnotista viene visto come una persona che possiede super-poteri e che può far eseguire agli ipnotizzati, contro la loro volontà, azioni che questi non farebbero normalmente.
I media hanno alimentato questa visione trasmettendo programmi in cui pseudo-ipnotisti mandavano le persone in trance in pochi secondi facendogli eseguire azioni spesso ridicole e degradanti per dimostrare i loro presunti poteri quasi soprannaturali. Questo ha contribuito alla creazione di una visione misteriosa e una fama sinistra alla pratica dell’ipnosi. 

La realtà è molto diversa: Un ipnoterapeuta per quanto bravo, non ha super poteri, e per fare un esempio non riuscirà mai a trasformare un modesto musicista che suona il pianoforte come hobby in un pianista da concerto. Ció che si vede in televisione è la cosiddetta ipnosi da palcoscenico, in poche parole: spettacolo per intrattenimento.

L’ipnosi clinica è tutt’altra cosa, si tratta di una metodologia scientifica riconosciuta che in mano ad un professionista è un eccellente strumento che può integrare la terapia e ottenere risultati eccezionali. La collaborazione fra ipnoterapeuta e paziente funziona sul principio della volontarietà.
Si può usare l’ipnosi per aumentare la performance e la coscienza, cioè risvegliare i potenziali già esistenti, sciogliere blocchi, cambiare gli approcci e le immagini del proprio mind-set. Questa pratica ha radici molto antiche e ha subito diverse modificazioni per arrivare alle tecniche utilizzate oggi in psicoterapia.

L’Ipnoterapia Moderna
Milton H. Erickson (1901 – 1980) con il suo approccio dell’ipnoterapia moderna e le sue ricerche sull’ipnosi come strumento terapeutico, ha ispirato intere generazioni di ricercatori diventando la base di molte terapie brevi, come la terapia breve strategica, il sistema mente-corpo di Ernest Rossi e la programmazione neurolinguistica.

Qual è la caratteristica dell’approccio di Milton Erickson?
L’Ipnoterapia moderna rende possibile un accesso e un contatto con le risorse interpersonali per poter usare la sapienza inconscia, autonoma e automatica.
Per Erickson l’inconscio è una risorsa preziosa che ha un ruolo fondamentale nel processo di guarigione. Il terapeuta ha il compito di contattare l’inconscio: il conscio riceve tramite il contatto con l’inconscio il potere di auto-guarigione. 
L’ipnosi ericksoniana ridefinisce il rapporto terapeuta-paziente: La creazione di uno spazio di reciproco rispetto e di collaborazione fra terapeuta e paziente è fondamentale punto del suo approccio. Non esiste un’unica modalità di intervento, ma la terapia viene ritagliata “su misura” secondo le risorse e gli strumenti che quello specifico paziente possiede già dentro di sé e che l’ipnosi contribuisce a riattivare.

Ma cosa vuol dire “entrare in trance”? Erickson ha definito la trance come un fenomeno piuttosto frequente e comune a tutte le persone, che può essere raggiunto con una certa facilità. Per esempio, quando ci si lascia assorbire dalla lettura di un libro che ci piace particolarmente, ci troviamo concentrati sulla storia del libro e siamo solo parzialmente ancora connessi con la realtà. 

Ambiti di intervento
L’ambito d’uso dell’ipnosi è piuttosto vasto: 
Nell’ambito clinico viene usato prevalentemente per il controllo del dolore (per esempio in odontoiatria, nel parto o negli interventi chirurgici senza anestesia) e per il controllo di emozioni come rabbia e tristezza, per i disturbi d’ansia e per trattare gli attacchi di panico.
Lo sport è un altro ambito in cui l’ipnosi viene utilizzata frequentemente per rimuovere blocchi, per lavorare sul potenziamento della prestazione e nel lavoro sull’ansia da prestazione.

Nel mio lavoro, utilizzo l’ipnosi ericksoniana molto spesso, ritenendola un ottimo strumento per ri-connettere la persona con le proprie risorse interne già esistenti.
Si affidi quindi con fiducia e serenità nelle mani della sua terapeuta, l’ipnosi ericksoniana può essere un validissimo strumento integrativo utile per potenziare gli effetti benefici del suo percorso terapeutico.

Spero di aver risposto esaudientemente alla sua domanda. Se dovesse avere ulteriori domande riguardo l’ipnosi, non esiti a contattarmi.

Buona giornata,
Dott.ssa Alexandra Viechtbauer

Psicologa Psicoterapeuta

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“Era solo un animale…”. I passi per affrontare il lutto del nostro amico animale.

“Era solo un animale…”

Quando muore un animale, che faceva parte della nostra vita e della nostra quotidianità da tanto tempo, muore una parte di noi. Abbiamo passato del tempo insieme, bello e brutto. Si sono create delle abitudini particolari, come fare una passeggiata la mattina presto, un saluto quando rientravamo in casa, le serate passate insieme sul divano con un libro o con un bel film, gli scambi di affetti e le coccole…..

Il dolore che proviamo alla perdita del nostro animale domestico è simile alla perdita di un membro della famiglia. gatto

Gli animali, sopratutto i mammiferi, hanno un cervello “emotivo” simile al nostro che permette a loro di attivare risposte cognitive ed emotive complesse. Il legame di attaccamento tra l’uomo e l’animale domestico è molto più profondo e rappresenta un vero e proprio scambio affettivo. Le ricerche confermano che ad un animale ci si affeziona allo stesso modo come ad un nostro simile. Dal punto di vista psicologico la perdita della relazione con l’animale e il dolore del lutto che viene vissuto è molto simile se non lo stesso che viene provato alla morte di una persona alla quale siamo profondamente legati.

Il tipo di relazione con un animale domestico è particolare.

I nostri amici a quattro zampe dipendono completamente da noi. Ci sentiamo responsabili della loro vita e della loro salute. La relazione implica anche affrontare degli eventi critici come la malattia, l’invecchiamento e la morte dal momento che loro hanno un’aspettativa di vita inferiore alla nostra. La loro presenza al nostro fianco è costante sia a livello fisico che mentale, raramente si presentano delle situazioni di conflitto. Si tratta quasi sempre di rapporti intensi e appaganti perché gli animali non giudicano, ci accettano come siamo, in modo incondizionato.

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LA NEUROPSICOMOTRICITA’

Cos’è la Neuropsicomotricità e chi è il terapista della neuro psicomotricità?

 Il campo riabilitativo è vasto e le figure riabilitative che ne fanno parte sono così tante che ormai si fa fatica ad identificare le varie aree di competenza. Sicuramente questo è il caso del Terapista della Neuropsicomotricità (abbreviato TNPEE)! neuropsicomotricista

 Ma chi è il professionista che si cela dietro questo nome apparentemente complicato e difficile da memorizzare?         
Sintetizzando, il TNPEE è una figura professionale che svolge attività di abilitazione, di riabilitazione e di prevenzione nei confronti delle malattie neuropsichiatriche infantili; pertanto si occupa nello specifico di bambini con età compresa tra 0 e 18 anni.

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GRUPPO StayMindful da febbraio a Torino

StayMindful è un programma esperienziale di gruppo basato sulla Mindfulness.
È composto da 8 incontri settimanali di due ore ciascuno e pratica individuale a casa.
Il percorso è basato sul metodo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), un metodo scientificamente testato e validato per la riduzione dello stress e sarà tenuto dalla dott.ssa Mara Mettola, Psicologa, Psicoterapeuta e Insegnante Mindfulness.
Il corso è indirizzato a persone che vivono situazioni di disagio (come disturbi d’ansia, disturbi alimentari, umore depresso e condizioni di vita stressanti e difficili), che hanno problemi di salute o che vogliono cambiare il modo di rapportarsi ai propri pensieri, alle proprie emozioni e al proprio corpo.

Lezioni:
Da Giovedì 21 Febbraio
dalle ore 19:15 alle ore 21.15
Corso Galileo Ferraris 119, Torino

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Lo sviluppo emotivo nell’età evolutiva

Il mondo di un bambino è vario, pieno di colori, di esperienze interessanti e di avventure emozionanti.
Le nuove scoperte giornaliere portano con se uno spettro enorme di emozioni a cui il bambino si trova a volte impreparato.
In questi momenti ci rendiamo conto, a volte anche con stupore, con quale intensità un bambino vive le emozioni e quanto è difficile a volte per noi adulti di immedesimarci in loro. Vale quindi la pena di scoprire, come avviene lo sviluppo emotivo nell’età evolutiva.

Foto1Quali capacità e competenze i nostri piccoli devono acquisire e come li possiamo sostenere? Questa conoscenza ci permetterà di aiutare i bambini a usare le loro emozioni in maniera consapevole e a far si che siano in grado di creare delle solide fondamenta per sane relazioni emotive.

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Sulla Noia

Questo tempo grigio mi sta stancando. Mi dà noia. Come ingannarla? Provo a guardarci dentro. La prima cosa è la pesantezza e il ricordo di alcuni versi: quando un cielo basso e greve pesa come un coperchio / sullo spirito gemente in preda a lunghi affanni. Baudelaire, chi altri poteva venire in visita in un giorno così? Mi suggerisce che la mia noia è un ennui, un “mal di vivere” esistenziale e senza tempo. E questa pioggia torinese evoca la pioggia parigina di quasi 200 anni fa, una pioggia immensa e fitta che trasforma la città in un’enorme prigione. Ecco, mi sento così: grigio, meccanizzato, monotono.

È un sentimento complesso, la noia.

noiaHa un doppio significato: da un lato quello etimologico di “(essere) in odio” (dal latino in odium), ossia di qualcosa di fastidioso, di molesto; dall’altro quello di tedio, legato a un senso di nausea e insofferenza per situazioni vuote o ripetitive. Questo secondo significato apre un mondo a parte: attese inattese, monotone ripetizioni, affanni esistenziali, dolori di cui non si conoscono bene le cause. È il taedium vitae di Lucrezio, la ripugnanza per la vita, ma questo stato d’animo lo troviamo sotto tante forme nella storia dell’umanità: nella vanitas Seicentesca (che riprende l’Antico Testamento, dove Qohelet afferma: “vanità delle vanità, tutto è vanità”), nello spleen e nell’ennui (romanticismo e decadentismo inglese e francese), nel mal du siècle e nel weltschmerz, e ancora nella Nausea di Sartre e nella Noia di Moravia.

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La deglutizione nella persona anziana

Come cambia la deglutizione nella persona anziana?

L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale per l’individuo, sia per la necessità vitale che per gli aspetti edonistici e di condivisione.
Tuttavia, con l’avanzare dell’età, il meccanismo deglutitorio può diventare meno efficace, con possibili conseguenze spesso poco conosciute e sottostimate.
I disturbi di deglutizione in età senile prendono il nome di presbifagia, termine che indica un processo involutivo fisiologico a carico dei distretti deputati alla deglutizione nei soggetti anziani.
Tale termine comprende al suo interno due diverse categorie: la presbifagia primaria e quella secondaria.
Con il termine presbifagia primaria, si intende un decadimento funzionale del meccanismo deglutitorio nella persona anziana. deglutizione 1Tale condizione, seppur non vada considerata in senso strettamente patologico, rischia, tuttavia, di determinare un rischio di malnutrizione o di infezioni respiratorie dovute al passaggio di cibo nei polmoni. Al contrario, il termine presbifagia secondaria fa riferimento a un’alterazione della dinamica deglutitoria rilevabile a livello clinico che può presentarsi come evento isolato o in conseguenza a altri quadri patologici quali malattie ostruttive, cerebrovascolari o neurodegenerative.

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Il contatto e le cure materne: ci conosciamo attraverso la pelle.

Nel corso della storia, è stata spesso presa in esame la relazione tra la pelle e lo sviluppo comportamentale, ma prevalentemente andando ad osservare la relazione interno-esterno ovvero cercando, per esempio, un collegamento tra malessere e conseguente eruzione cutanea (brufoli o psoriasi). 

senso-del-tatto

E’ invece importante osservare inoltre, in che modo l’esperienza tattile può influenzare la condotta personale. Ad esempio, è assente un’approfondimento che vada a rispondere alla domanda “ci sono determinate esperienze tattili a cui l’essere umano dev’essere sottoposto per svilupparsi in quanto organismo?”

Infatti, una particolare forma di stimolazione cutanea avviene sin dall’inizio, a opera delle contrazioni pre parto e durante tutto il travaglio, quando le pareti uterine premono contro il feto. Queste non hanno solo la funzione di spingere il neonato verso l’uscita dal corpo della madre o di compattare tra loro le ossa craniche, ma si tratta di una stimolazione che viene fatta sulla pelle del feto per preparare i suoi apparati ad affrontare un ambiente diverso rispetto a quello uterino, ovattato dal liquido amniotico. Come dice Montagu (1971): “È la stimolazione cutanea ad attivare il sistema nervoso vegetativo, il quale a sua volta agisce sui centri respiratori e sui visceri”, e ancora, “il primo sviluppo del sistema nervoso del bambino dipende al massimo grado dal tipo di stimolazione cutanea che riceve”. Nel mondo animale, una funzione simile è da attribuirsi alle prime leccate che la madre direziona al piccolo.

skin2La stimolazione cutanea nelle prime fasi dello sviluppo, come le carezze, comporta una lunga serie di vantaggi al piccolo, tanto da determinarne la stessa sopravvivenza: il sistema immunitario viene rinforzato, aumentando il numero di anticorpi presenti nell’organismo neonato, il sangue è maggiormente ossigenato, avviene uno sviluppo cardiorespiratorio e una maggior mielinizzazione delle fibre nervose e neuronali, si verifica anche un aumento fisiologico del peso del corpo e del cervello, uno sviluppo avanzato dell’apparato scheletrico, un utilizzo più efficiente delle risorse alimentari e un’efficace regolazione termica; aumenta la resistenza allo stress e diminuisce, a livello generale, la paura o comunque l’emotività in situazioni di disagio.

Attualmente, nei reparti di ostetricia, in linea con queste teorie si attua la pratica denominata “skin to skin” (o, in modo altrettanto eloquente, “Kangaroo Therapy”, Goldstein Ferber e Makhoul, 2004), la quale prevede di appoggiare il bambino, ancora prima che venga lavato, sulla madre (generalmente sul torace o sulla pancia, purché non coperti da indumenti) favorendo un contatto, come dice il nome stesso, “pelle contro pelle”. Quesskinto gesto implica una serie di fenomeni, come il riconoscimento reciproco, lo sviluppo di un nuovo legame tramite forme di comunicazione profonde e non verbali, è inoltre il modo più naturale per dare una continuità alle sensazioni che il bambino percepiva all’interno dell’utero, in quanto luogo caldo, avvolgente e con un determinato gusto e odore. Per lo stesso principio, i neonati non dovrebbero essere tenuti in culle larghe, in quanto per loro, abituati al contenimento uterino, non avvertire un contatto in qualche modo limitante può provocare apprensione.

Diversi studi hanno provato come anche le differenze culturali sono pertinenti al tipo di rapporto che si instaura nella diade materna: messi a confronto popoli giapponese e americano, è stato riscontrato che già nei primi mesi i bambini, in base al rapporto con le madri, si integrano a livello comportamentale in ciò che viene richiesto dalle rispettive culture: le madri americane tendono a usare più verbalizzazione e minor contatto fisico (ad esempio, i bimbi dormono lontano dai genitori e viene loro fatto il bagno in una vaschetta), ottenendo bambini più attivi (stimolati cognitivamente) e autoritari, mentre i bambini giapponesi, con madri che hanno usanze opposte rispetto alle americane (dormono per gran parte della vita insieme a qualcuno e la cura della loro igiene è contemporanea a quella dei caregivers), sono più appagati e passivi (Studio di William Caudill e Lois Frost, 1971).

“E’ attraverso la pelle che diventiamo degli esseri in grado di amare, non si impara ad amare sui libri, ma essendo amati”,  Montagu A.

 

Dr.ssa Mara Mettola
Psicologa clinica, psicoterapeuta e Sessuologa Cinica

 


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Il Centro Nemesis a Milano cambia casa!

Centro Nemesis Milano

Siamo felici di comunicarvi lo spostamento
del Centro NEMESIS a Milano
in una nuova sede!

Ora ci trovate in
Corso Buenos Aires, 60

(MM Loreto, Caiazzo e Lima)

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Seminari di PSICOLOGIA CRIMINALE 2018 – 2019

Ritornano anche quest’anno a TORINO i Seminari di Psicologia Criminale
con il Criminologo Dott. Russo in una versione tutta nuova!
Primo appuntamento 25 novembre 2018

Seminario di CRIMINAL PROFILING I
Seminario di CRIMINAL PROFILING II
Seminario di CRIMINAL PROFILING III

Per tutti gli studenti, appassionati ed addetti al settore…

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