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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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Sulla Noia

Questo tempo grigio mi sta stancando. Mi dà noia. Come ingannarla? Provo a guardarci dentro. La prima cosa è la pesantezza e il ricordo di alcuni versi: quando un cielo basso e greve pesa come un coperchio / sullo spirito gemente in preda a lunghi affanni. Baudelaire, chi altri poteva venire in visita in un giorno così? Mi suggerisce che la mia noia è un ennui, un “mal di vivere” esistenziale e senza tempo. E questa pioggia torinese evoca la pioggia parigina di quasi 200 anni fa, una pioggia immensa e fitta che trasforma la città in un’enorme prigione. Ecco, mi sento così: grigio, meccanizzato, monotono.

È un sentimento complesso, la noia.

noiaHa un doppio significato: da un lato quello etimologico di “(essere) in odio” (dal latino in odium), ossia di qualcosa di fastidioso, di molesto; dall’altro quello di tedio, legato a un senso di nausea e insofferenza per situazioni vuote o ripetitive. Questo secondo significato apre un mondo a parte: attese inattese, monotone ripetizioni, affanni esistenziali, dolori di cui non si conoscono bene le cause. È il taedium vitae di Lucrezio, la ripugnanza per la vita, ma questo stato d’animo lo troviamo sotto tante forme nella storia dell’umanità: nella vanitas Seicentesca (che riprende l’Antico Testamento, dove Qohelet afferma: “vanità delle vanità, tutto è vanità”), nello spleen e nell’ennui (romanticismo e decadentismo inglese e francese), nel mal du siècle e nel weltschmerz, e ancora nella Nausea di Sartre e nella Noia di Moravia.

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La deglutizione nella persona anziana

Come cambia la deglutizione nella persona anziana?

L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale per l’individuo, sia per la necessità vitale che per gli aspetti edonistici e di condivisione.
Tuttavia, con l’avanzare dell’età, il meccanismo deglutitorio può diventare meno efficace, con possibili conseguenze spesso poco conosciute e sottostimate.
I disturbi di deglutizione in età senile prendono il nome di presbifagia, termine che indica un processo involutivo fisiologico a carico dei distretti deputati alla deglutizione nei soggetti anziani.
Tale termine comprende al suo interno due diverse categorie: la presbifagia primaria e quella secondaria.
Con il termine presbifagia primaria, si intende un decadimento funzionale del meccanismo deglutitorio nella persona anziana. deglutizione 1Tale condizione, seppur non vada considerata in senso strettamente patologico, rischia, tuttavia, di determinare un rischio di malnutrizione o di infezioni respiratorie dovute al passaggio di cibo nei polmoni. Al contrario, il termine presbifagia secondaria fa riferimento a un’alterazione della dinamica deglutitoria rilevabile a livello clinico che può presentarsi come evento isolato o in conseguenza a altri quadri patologici quali malattie ostruttive, cerebrovascolari o neurodegenerative.

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Il contatto e le cure materne: ci conosciamo attraverso la pelle.

Nel corso della storia, è stata spesso presa in esame la relazione tra la pelle e lo sviluppo comportamentale, ma prevalentemente andando ad osservare la relazione interno-esterno ovvero cercando, per esempio, un collegamento tra malessere e conseguente eruzione cutanea (brufoli o psoriasi). 

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E’ invece importante osservare inoltre, in che modo l’esperienza tattile può influenzare la condotta personale. Ad esempio, è assente un’approfondimento che vada a rispondere alla domanda “ci sono determinate esperienze tattili a cui l’essere umano dev’essere sottoposto per svilupparsi in quanto organismo?”

Infatti, una particolare forma di stimolazione cutanea avviene sin dall’inizio, a opera delle contrazioni pre parto e durante tutto il travaglio, quando le pareti uterine premono contro il feto. Queste non hanno solo la funzione di spingere il neonato verso l’uscita dal corpo della madre o di compattare tra loro le ossa craniche, ma si tratta di una stimolazione che viene fatta sulla pelle del feto per preparare i suoi apparati ad affrontare un ambiente diverso rispetto a quello uterino, ovattato dal liquido amniotico. Come dice Montagu (1971): “È la stimolazione cutanea ad attivare il sistema nervoso vegetativo, il quale a sua volta agisce sui centri respiratori e sui visceri”, e ancora, “il primo sviluppo del sistema nervoso del bambino dipende al massimo grado dal tipo di stimolazione cutanea che riceve”. Nel mondo animale, una funzione simile è da attribuirsi alle prime leccate che la madre direziona al piccolo.

skin2La stimolazione cutanea nelle prime fasi dello sviluppo, come le carezze, comporta una lunga serie di vantaggi al piccolo, tanto da determinarne la stessa sopravvivenza: il sistema immunitario viene rinforzato, aumentando il numero di anticorpi presenti nell’organismo neonato, il sangue è maggiormente ossigenato, avviene uno sviluppo cardiorespiratorio e una maggior mielinizzazione delle fibre nervose e neuronali, si verifica anche un aumento fisiologico del peso del corpo e del cervello, uno sviluppo avanzato dell’apparato scheletrico, un utilizzo più efficiente delle risorse alimentari e un’efficace regolazione termica; aumenta la resistenza allo stress e diminuisce, a livello generale, la paura o comunque l’emotività in situazioni di disagio.

Attualmente, nei reparti di ostetricia, in linea con queste teorie si attua la pratica denominata “skin to skin” (o, in modo altrettanto eloquente, “Kangaroo Therapy”, Goldstein Ferber e Makhoul, 2004), la quale prevede di appoggiare il bambino, ancora prima che venga lavato, sulla madre (generalmente sul torace o sulla pancia, purché non coperti da indumenti) favorendo un contatto, come dice il nome stesso, “pelle contro pelle”. Quesskinto gesto implica una serie di fenomeni, come il riconoscimento reciproco, lo sviluppo di un nuovo legame tramite forme di comunicazione profonde e non verbali, è inoltre il modo più naturale per dare una continuità alle sensazioni che il bambino percepiva all’interno dell’utero, in quanto luogo caldo, avvolgente e con un determinato gusto e odore. Per lo stesso principio, i neonati non dovrebbero essere tenuti in culle larghe, in quanto per loro, abituati al contenimento uterino, non avvertire un contatto in qualche modo limitante può provocare apprensione.

Diversi studi hanno provato come anche le differenze culturali sono pertinenti al tipo di rapporto che si instaura nella diade materna: messi a confronto popoli giapponese e americano, è stato riscontrato che già nei primi mesi i bambini, in base al rapporto con le madri, si integrano a livello comportamentale in ciò che viene richiesto dalle rispettive culture: le madri americane tendono a usare più verbalizzazione e minor contatto fisico (ad esempio, i bimbi dormono lontano dai genitori e viene loro fatto il bagno in una vaschetta), ottenendo bambini più attivi (stimolati cognitivamente) e autoritari, mentre i bambini giapponesi, con madri che hanno usanze opposte rispetto alle americane (dormono per gran parte della vita insieme a qualcuno e la cura della loro igiene è contemporanea a quella dei caregivers), sono più appagati e passivi (Studio di William Caudill e Lois Frost, 1971).

“E’ attraverso la pelle che diventiamo degli esseri in grado di amare, non si impara ad amare sui libri, ma essendo amati”,  Montagu A.

 

Dr.ssa Mara Mettola
Psicologa clinica, psicoterapeuta e Sessuologa Cinica

 


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Il Centro Nemesis a Milano cambia casa!

Centro Nemesis Milano

Siamo felici di comunicarvi lo spostamento
del Centro NEMESIS a Milano
in una nuova sede!

Ora ci trovate in
Corso Buenos Aires, 60

(MM Loreto, Caiazzo e Lima)

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Seminari di PSICOLOGIA CRIMINALE 2018 – 2019

Ritornano anche quest’anno a TORINO i Seminari di Psicologia Criminale
con il Criminologo Dott. Russo in una versione tutta nuova!
Primo appuntamento 25 novembre 2018

Seminario di CRIMINAL PROFILING I
Seminario di CRIMINAL PROFILING II
Seminario di CRIMINAL PROFILING III

Per tutti gli studenti, appassionati ed addetti al settore…

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ESSERE PRESENTI: che cos’è la Mindfulness?

Certi automatismi della vita e alcuni condizionamenti ci portano ad angosciarci quando la vita è difficile, e a non assaporarla completamente quando è piacevole. Quante volte ci è capitato di accorgerci di “essere da un’altra parte” durante un discorso, leggendo, guidando, facendo la doccia?  La nostra mente tende sempre a portarci nel passato o proiettarci nel futuro, invece di rimanere nel momento presente. Questo spesso ci porta ad essere estranei rispetto alla nostra vita. Grazie alla mindfulness è possibile imparare a governare l’attenzione e a ricollegarsi ai propri sensi: essa è caratterizzata dall’abilità di dirigere l’attenzione al momento presente e dall’attitudine con cui lo si fa, fatta di curiosità, apertura e accettazione (Bishop et al. 2004).
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La mindfulness ha una storia lunga 2500 anni, ha le sue origini nelle tradizioni buddiste, in particolare dalla meditazione Vipassana, facente parte della tradizione Theravada. Il termine deriva dalla parola “sati” in lingua Pali; la parola fa riferimento a uno stato caratterizzato da presenza mentale in cui i fenomeni interni ed esterni da un lato vengono visti come realmente sono, e dall’altro questi fenomeni vengono distinti dalle proprie proiezioni e distorsioni mentali.
Questo termine vuol dire anche ricordare, ovvero la capacità di ricordarsi dei propri pensieri e comportamenti e delle conseguenze che possono avere su di sé e sugli altri (Analayo 2006, Buddhaghosa 1976).
Quindi questa pratica porta all’aumento della consapevolezza delle proprie intenzioni, emozioni, parole, pensieri e delle conseguenze che queste hanno su di noi e sugli altri.
Più recentemente Jon Kabat-Zinn (1999) definisce la mindfulness come “la consapevolezza che emerge prestando attenzione in una maniera particolare: intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante”; questo richiede costanza nella pratica per arrivare a impadronirsi di ogni istante della nostra esperienza, bello o brutto che sia.  Attraverso la pratica della consapevolezza, che ognuno di noi può sperimentare, si può sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli eventi sensoriali e mentali al fine di coglierne la reale natura.

Nei testi buddisti la cessazione del turbinio dei pensieri viene illustrata con la metafora di una cascata le cui acque si calmano gradualmente a valle, per poi unirsi alla vastità dell’oceano. Il progresso della meditazione, secondo questa visione, comporta cinque tappe, a cui corrispondono le seguenti cinque analogie:

  1. La cascata che scende da un dirupo sono i pensieri che si susseguono incessantemente; sembrano ancora più numerosi per il semplice fatto che si comincia a rendersi conto dell’agitazione interiore.
  2. Il torrente che scende precipitosamente a valle rispecchia il momento in cui dentro ciascuno si alternano periodi di quiete e di attività.
  3. L’ampio fiume che scorre senza ostacoli è la mente che si agita soltanto quando viene perturbata dagli avvenimenti, altrimenti dimora nella calma.
  4. Il lago increspato da qualche onda rappresenta l’animo leggermente agitato in superficie, ma che nel profondo si mantiene calmo e presente.
  5. La tranquillità dell’oceano è la concentrazione imperturbabile e senza sforzo che non ha più bisogno di antidoti contro il vagare dei pensieri.

Questo cambiamento sicuramente non avviene in tempi brevi, ma occorrono costanza e impegno per raggiungere la piena consapevolezza, così come è necessaria molta fatica per imparare uno sport, una lingua o un’altra disciplina.

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Recentemente l’arte della meditazione si è diffusa in tutto il mondo per via di diversi fattori: l’invasione cinese del Tibet, le guerre del sudest asiatico, che hanno portato all’esilio molti monaci e maestri buddisti, la presenza di maestri Zen in Occidente e il fatto che giovani occidentali siano andati in Oriente a imparare la meditazione.
Negli ultimi decenni la sua pratica si è diffusa in diversi ambiti della psicologia occidentale. I principali  riguardano:
– la riduzione dello stress, attraverso il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) realizzato in ambito medico da Jon Kabat-Zinn;
– il trattamento dei disturbi dell’alimentazione, attraverso il protocollo Mindfulness-Based Eating Awareness (MB- EAT );
– l’empowerment aziendale, utilizzando la mindfulness come strumento di promozione del benessere psico-fisico e come fattore essenziale della cultura organizzativa;
– la psicologia dello sport, poiché la mindfulness permette all’atleta di sperimentare tutta la gamma di esperienze cognitive, emotive e corporee senza che vi sia la necessità di controllarle.

Dr.ssa Mara Mettola

 

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L’importanza e i benefici del rilassamento

 


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YOGA PER BAMBINI torna a Torino con due prove gratuite dal 25 settembre 2018!

Il corso di Yoga con metodo Balyayoga® per bambini dai 4 ai 10 anni ritorna a Torino!

Martedì 
25 settembre 2018
2 ottobre 2018
PROVE GRATUITE
dalle ore 17.00 alle ore 18.00
a Torino

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AUTOBIOGRAFIE PLURALI – Laboratorio espressivo e di scrittura di sé

A partire dal 30 ottobre proponiamo a Torino un ciclo di 7 incontri dalle ore 21 legati dal tema dell’autobiografia.

Ci si troverà di settimana in settimana facendo in gruppo delle piccole escursioni nelle storie, nei ricordi e nelle fantasie di ciascuno di noi, ripercorrendole, riscrivendole, reinventandole a piacimento da nuove prospettive. Lavoreremo con il corpo, con la parola, con la scrittura e soprattutto con la relazione.

Ogni incontro – di 90 minuti – sarà dedicato ad un tema specifico.

Inizieremo a partire dal nostro nome e dai significati in esso racchiusi; Continua a leggere


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GRUPPO DI RILASSAMENTO e VISUALIZZAZIONE GUIDATA da ottobre a Torino

Rilassarsi significa ritrovare il proprio stato psico-fisico ideale riducendo la tensione muscolare e aumentando al contempo la capacità di concentrazione e di memoria, creando uno spazio mentale di tranquillità e benessere.
La vita moderna con i suoi ritmi frenetici, stress, impegni, scadenze lavorative, preoccupazioni e ansie, che alimentano tensione ed incertezza, rende sempre più difficile il rilassarsi.

 

Lezioni di prova:
Mercoledì 03 Ottobre alle ore 19:00
Sabato 06 Ottobre alle ore 10:00
Corso Galileo Ferraris 119, Torino

I benefici del rilassamento sono numerosi… Continua a leggere


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Eventi e Seminari: calendario 2018 – 2019

A Settembre anche il Centro Nemesis riparte piano piano con tutte le attività in programma per il nuovo anno!

In questa pagina potete trovare gli eventi e seminari psicologia e gli appuntamenti conclusi, che potranno essere riprogrammati in futuro.

Anche quest’anno abbiamo pensato di fornirvi sin da subito la possibilità di conoscere le date e chiedere l’iscrizione a molti dei corsi, tra i quali anche quelli di Psicologia Criminale. Alcune descrizioni potranno essere aggiunte successivamente.

L’elenco degli eventi eventi e seminari psicologia come tutto il programma appuntamenti viene aggiornato ogni volta che organizziamo qualcosa di nuovo!

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