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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


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Il Centro Nemesis a Milano cambia casa!

Centro Nemesis Milano

Siamo felici di comunicarvi lo spostamento
del Centro NEMESIS a Milano
in una nuova sede!

Ora ci trovate in
Corso Buenos Aires, 60

(MM Loreto, Caiazzo e Lima)

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Seminari di PSICOLOGIA CRIMINALE 2018 – 2019

Ritornano anche quest’anno a TORINO i Seminari di Psicologia Criminale
con il Criminologo Dott. Russo in una versione tutta nuova!
Primo appuntamento 25 novembre 2018

Seminario di CRIMINAL PROFILING I
Seminario di CRIMINAL PROFILING II
Seminario di CRIMINAL PROFILING III

Per tutti gli studenti, appassionati ed addetti al settore…

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ESSERE PRESENTI: che cos’è la Mindfulness?

Certi automatismi della vita e alcuni condizionamenti ci portano ad angosciarci quando la vita è difficile, e a non assaporarla completamente quando è piacevole. Quante volte ci è capitato di accorgerci di “essere da un’altra parte” durante un discorso, leggendo, guidando, facendo la doccia?  La nostra mente tende sempre a portarci nel passato o proiettarci nel futuro, invece di rimanere nel momento presente. Questo spesso ci porta ad essere estranei rispetto alla nostra vita. Grazie alla mindfulness è possibile imparare a governare l’attenzione e a ricollegarsi ai propri sensi: essa è caratterizzata dall’abilità di dirigere l’attenzione al momento presente e dall’attitudine con cui lo si fa, fatta di curiosità, apertura e accettazione (Bishop et al. 2004).
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La mindfulness ha una storia lunga 2500 anni, ha le sue origini nelle tradizioni buddiste, in particolare dalla meditazione Vipassana, facente parte della tradizione Theravada. Il termine deriva dalla parola “sati” in lingua Pali; la parola fa riferimento a uno stato caratterizzato da presenza mentale in cui i fenomeni interni ed esterni da un lato vengono visti come realmente sono, e dall’altro questi fenomeni vengono distinti dalle proprie proiezioni e distorsioni mentali.
Questo termine vuol dire anche ricordare, ovvero la capacità di ricordarsi dei propri pensieri e comportamenti e delle conseguenze che possono avere su di sé e sugli altri (Analayo 2006, Buddhaghosa 1976).
Quindi questa pratica porta all’aumento della consapevolezza delle proprie intenzioni, emozioni, parole, pensieri e delle conseguenze che queste hanno su di noi e sugli altri.
Più recentemente Jon Kabat-Zinn (1999) definisce la mindfulness come “la consapevolezza che emerge prestando attenzione in una maniera particolare: intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante”; questo richiede costanza nella pratica per arrivare a impadronirsi di ogni istante della nostra esperienza, bello o brutto che sia.  Attraverso la pratica della consapevolezza, che ognuno di noi può sperimentare, si può sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli eventi sensoriali e mentali al fine di coglierne la reale natura.

Nei testi buddisti la cessazione del turbinio dei pensieri viene illustrata con la metafora di una cascata le cui acque si calmano gradualmente a valle, per poi unirsi alla vastità dell’oceano. Il progresso della meditazione, secondo questa visione, comporta cinque tappe, a cui corrispondono le seguenti cinque analogie:

  1. La cascata che scende da un dirupo sono i pensieri che si susseguono incessantemente; sembrano ancora più numerosi per il semplice fatto che si comincia a rendersi conto dell’agitazione interiore.
  2. Il torrente che scende precipitosamente a valle rispecchia il momento in cui dentro ciascuno si alternano periodi di quiete e di attività.
  3. L’ampio fiume che scorre senza ostacoli è la mente che si agita soltanto quando viene perturbata dagli avvenimenti, altrimenti dimora nella calma.
  4. Il lago increspato da qualche onda rappresenta l’animo leggermente agitato in superficie, ma che nel profondo si mantiene calmo e presente.
  5. La tranquillità dell’oceano è la concentrazione imperturbabile e senza sforzo che non ha più bisogno di antidoti contro il vagare dei pensieri.

Questo cambiamento sicuramente non avviene in tempi brevi, ma occorrono costanza e impegno per raggiungere la piena consapevolezza, così come è necessaria molta fatica per imparare uno sport, una lingua o un’altra disciplina.

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Recentemente l’arte della meditazione si è diffusa in tutto il mondo per via di diversi fattori: l’invasione cinese del Tibet, le guerre del sudest asiatico, che hanno portato all’esilio molti monaci e maestri buddisti, la presenza di maestri Zen in Occidente e il fatto che giovani occidentali siano andati in Oriente a imparare la meditazione.
Negli ultimi decenni la sua pratica si è diffusa in diversi ambiti della psicologia occidentale. I principali  riguardano:
– la riduzione dello stress, attraverso il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) realizzato in ambito medico da Jon Kabat-Zinn;
– il trattamento dei disturbi dell’alimentazione, attraverso il protocollo Mindfulness-Based Eating Awareness (MB- EAT );
– l’empowerment aziendale, utilizzando la mindfulness come strumento di promozione del benessere psico-fisico e come fattore essenziale della cultura organizzativa;
– la psicologia dello sport, poiché la mindfulness permette all’atleta di sperimentare tutta la gamma di esperienze cognitive, emotive e corporee senza che vi sia la necessità di controllarle.

Dr.ssa Mara Mettola

 

Se questo articolo ti è interessato prova a leggere anche:
L’importanza e i benefici del rilassamento

 


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YOGA PER BAMBINI torna a Torino con due prove gratuite dal 25 settembre 2018!

Il corso di Yoga con metodo Balyayoga® per bambini dai 4 ai 10 anni ritorna a Torino!

Martedì 
25 settembre 2018
2 ottobre 2018
PROVE GRATUITE
dalle ore 17.00 alle ore 18.00
a Torino

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AUTOBIOGRAFIE PLURALI – Laboratorio espressivo e di scrittura di sé

A partire dal 30 ottobre proponiamo a Torino un ciclo di 7 incontri dalle ore 21 legati dal tema dell’autobiografia.

Ci si troverà di settimana in settimana facendo in gruppo delle piccole escursioni nelle storie, nei ricordi e nelle fantasie di ciascuno di noi, ripercorrendole, riscrivendole, reinventandole a piacimento da nuove prospettive. Lavoreremo con il corpo, con la parola, con la scrittura e soprattutto con la relazione.

Ogni incontro – di 90 minuti – sarà dedicato ad un tema specifico.

Inizieremo a partire dal nostro nome e dai significati in esso racchiusi; Continua a leggere


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GRUPPO DI RILASSAMENTO e VISUALIZZAZIONE GUIDATA da ottobre a Torino

Rilassarsi significa ritrovare il proprio stato psico-fisico ideale riducendo la tensione muscolare e aumentando al contempo la capacità di concentrazione e di memoria, creando uno spazio mentale di tranquillità e benessere.
La vita moderna con i suoi ritmi frenetici, stress, impegni, scadenze lavorative, preoccupazioni e ansie, che alimentano tensione ed incertezza, rende sempre più difficile il rilassarsi.

 

Lezioni di prova:
Mercoledì 03 Ottobre alle ore 19:00
Sabato 06 Ottobre alle ore 10:00
Corso Galileo Ferraris 119, Torino

I benefici del rilassamento sono numerosi… Continua a leggere


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Eventi e Seminari: calendario 2018 – 2019

A Settembre anche il Centro Nemesis riparte piano piano con tutte le attività in programma per il nuovo anno!

In questa pagina potete trovare gli eventi e seminari psicologia e gli appuntamenti conclusi, che potranno essere riprogrammati in futuro.

Anche quest’anno abbiamo pensato di fornirvi sin da subito la possibilità di conoscere le date e chiedere l’iscrizione a molti dei corsi, tra i quali anche quelli di Psicologia Criminale. Alcune descrizioni potranno essere aggiunte successivamente.

L’elenco degli eventi eventi e seminari psicologia come tutto il programma appuntamenti viene aggiornato ogni volta che organizziamo qualcosa di nuovo!

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Metodo DETOX PROFONDO – presentazione il 14 settembre 2018 a Torino

 

In alcuni momenti dell’anno possiamo sentire il bisogno di ripulire il nostro
organismo per sentirci più leggeri.

Grazie a questa tecnica è possibile liberare la mente da tutti quei pensieri
che non ci permettono di vivere pienamente ed aiutare il fisico ad
eliminare tossine in modo veloce, naturale e senza sforzo

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COME GIOCANO I BAMBINI: le tappe fondamentali per il loro sviluppo cognitivo e fisico

 

I numerosi studi condotti sul gioco, soprattutto negli ultimi 40 anni, hanno portato al riconoscimento del ruolo centrale che esso svolge nel processo di sviluppo infantile.

L’attività ludica è infatti la forma di espressione privilegiata dal bambino, lo strumento attraverso il quale si rapporta a se stesso, esplora il mondo circostante, ha la possibilità di ricombinare in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali che gli vengono dall’ambiente. Il gioco è quindi un’azione che il bambino compie intenzionalmente per inserirsi nella realtà che lo circonda e per manipolarla.

L’interazione con gli oggetti e/o con le persone implica l’associazione tra azione (intesa come movimento) e informazioni sensoriali che derivano dai nostri organi di senso e che servono per poter iniziare l’azione stessa (vista, udito tatto, sensibilità, percezione della posizione corporea e dei movimenti che metto in atto in un preciso momento); manipolazionel’attività di manipolazione degli oggetti è la base della conoscenza, dunque è fondamentale fin da subito permettere ai nostri piccoli di toccare e maneggiare qualsiasi oggetto (assicurandosi naturalmente che non sia tagliente, velenoso, che non possa essere ingerito,..) per fare le prime esperienze.

Appena nato il piccolo guarda gli oggetti e tenta di toccarli, sebbene non abbia ancora il controllo degli arti, ma già a 4 mesi  muove, tocca gli oggetti con entrambe le mani e osserva gli effetti del suo agire, inizialmente in modo casuale, poi verso i 5 mesi l’azione diventa volontaria e cattura la sua attenzione per lunghi tempi. Lasciamo dunque che il bambino ripeta anche a lungo un’azione che gli provoca piacere!

A 6 mesi inizia la fase dello scuotimento e della percussione, in sincronia con la comparsa delle prime lallazioni linguistiche; è il momento dei giochi sonori quali maracas, sonaglietti, campanellini, tastiere e tutto ciò che provoca un suono come conseguenza dell’agire del bambino.

Arriviamo ai 9-11 mesi nella fase cosiddetta del bambino smontatore”, quel periodo in cui la distruzione di oggetti, giochi, vestiti provoca un grosso piacere e soddisfazione per il bambino; è il  momento in cui svuotano i cassetti, fanno cadere libri impilati, colpiscono una torre di cubi per il piacere di farla cadere, strappano libri, calpestano tutto ciò che hanno davanti. Non preoccupiamoci dunque perché questo momento è fisiologico, la demolizione di ciò che li circonda è una fase che tutti i bambini attraversano!

gioco costruzioneDall’anno di età, accompagnato da una importante evoluzione a livello cognitivo e in opposizione al periodo precedente, si palesa il momento delle “costruzioni, quello in cui il bambino manipola i materiali al fine di costruire un prodotto, crea relazioni tra gli oggetti, è molto protettivo rispetto a ciò che ha costruito, molto attento a non distruggerlo. In questa fase si possono utilizzare pongo, colori, pastelli, sabbia e materiale strutturato quale lego, cubi, puzzle, costruzioni, perline, figure.  

Il compimento dei 2 anni porta ad una grossa evoluzione nel gioco del bambino poiché compare il cosiddetto gioco simbolico, che prevede il “fare finta di…”, l’utilizzo di oggetti con significato diverso (es. fare guidare un trenino ad un cubetto di legno immaginando che sia il capotreno), mettere in sequenza più schemi di azione creando una vera e propria narrazione (es. far mangiare la bambola, poi farle il bagnetto, poi asciugarla, metterle il pigiama e farla addormentare). Il gioco simbolico è un’acquisizione essenziale per lo sviluppo del linguaggio poiché utilizza modalità metaforiche proprio come avviene per il linguaggio verbale (uso del simbolo per riferirsi ad un oggetto specifico).GIOCO SIMBOLICO

È dunque molto importante conoscere quali sono le tappe del gioco dei bambini dalla nascita ai 2 anni affinchè si possa stimolarli nel modo migliore perché “l’azione con gli oggetti riflette il contenuto della mente” ed il gioco è uno stimolo indispensabile alla crescita cognitiva del bambino.

cristina iosa logopedista

 

                                                

 

Pensieri e Aforismi #114 Hesse

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