nemesis

Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia


Lascia un commento

Crisi di coppia? I quattro processi alla base di tutti i litigi

Io non ti sopporto più. Devo uscire da questa relazione
Quando fai così ti odio… lo sai e lo fai apposta!”
“Non sei mai a casa, e quando ci sei riesci comunque a essere assente!”
“Sei diventata di ghiaccio, non riesco più ad avvicinarmi a te”crisi coppia Nemesis

Quante volte ci è capitato di scontrarci con il nostro partner? Siamo arrivati a queste frasi o ci siamo fermati prima? Oppure siamo andati oltre e la nostra relazione non esiste più?

In questo articolo scopriremo cosa sta sotto ai conflitti di coppia, quali sono i processi che allontanano i sentimenti positivi dalla relazione. Le motivazioni dei conflitti possono infatti essere molto diverse: i problemi specifici di ogni coppia fanno parte della coppia e, rispetto al loro contenuto, difficilmente possono essere “incasellati”. Tutti, però, sono accomunati da questi processi, trasversali e presenti in ogni conflitto. Riconoscerli permette di migliorare la qualità della nostra relazione e di impedire che i sentimenti profondi e positivi che ci legano all’altro si affievoliscano lentamente. Andiamo a scoprirli!

  1. La Disconnessione

Quando siamo connessi con qualcuno è come se qualcosa ci tenesse insieme in modo speciale, ci rendesse psicologicamente presenti. È così che capita di sentirsi aperti (senza difese, ostilità, altre priorità), curiosi (genuinamente interessati all’altro) e ricettivi (disponibili a farci carico di ciò che l’altro ci offre, a fare spazio per ciò che vorrà condividere con noi).
Quando qualcuno si connette a noi in questo modo, il risultato in noi è un senso di importanza: ci sentiamo presi a cuore, apprezzati e rispettati.
Ma quando chi è stato connesso smette di esserlo (sembra annoiato, risentito, freddo, distratto…), ne soffriamo… e spesso agiamo di conseguenza, disconnettendoci a nostra volta. Questo movimento dà il via a una spirale nella quale progressivamente ci si allontana, senza riuscire a comprendere, alla fine, in quale momento sia iniziato tutto.

  1. La Reattività

litigare rabbia

Questo processo avviene quando ci facciamo guidare dalle nostre emozioni in modo diretto, senza prenderci un attimo per pensare e per incanalarle in modo più inoffensivo. Sono le volte in cui sbottiamo, in cui sentiamo che “questa è la goccia che fa traboccare il vaso”… e inondiamo l’altro con la nostra rabbia. Agiamo così in modo impulsivo, automatico e senza consapevolezza, trascinati dai nostri giudizi. In questo modo rischiamo di provocare all’altro un dolore che lo allontanerà, rendendo sempre più difficile la comunicazione con lui.

  1. L’Evitamento

A nessuno piace provare emozioni negative, ed è quindi successo a tutti di sforzarsi per evitarle, anche senza rendersene conto. Qualsiasi azione potenzialmente potrebbe essere un evitamento, ma vediamo quali sono le modalità più diffuse:

  • Riempire il nostro corpo con delle sostanze che ci facciano sentire bene: cioccolato, dolci, il nostro piatto preferito, qualche bicchiere, qualche sigaretta di troppo… anche l’alcol e le droghe sono un modo per evitare emozioni spiacevoli!
  • Distrarci: qualsiasi cosa può diventare una distrazione, anche quelle che ci fanno bene. Buttarci di più sul lavoro, concentrarci nel nostro sport preferito, guardare moltissime serie tv… se ci capita di investire in queste e altre attività molto più tempo ed energie del solito, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: “sto scappando da qualcosa?”
  • Ritirarci in una evitare tristezza Nemesis“zona confortevole”: evitare, quindi, le situazioni che rischiano di esporci alle emozioni negative. Ad esempio evitare di affrontare una questione spinosa, rifiutarsi di ascoltare l’altro, terminare una conversazione non appena sentiamo il crescere dell’agitazione per restare più “al sicuro”, nel territorio delle emozioni non pericolose. Allo stesso tempo, restare in questa situazione porta nel tempo a sentirsi bloccati, appesantiti, a volte insoddisfatti e sconfitti. 

L’evitamento, con moderazione, può di certo permettere di “passar sopra” a qualche difficoltà nella coppia. Più alto è il suo impiego, tuttavia, più è probabile che nella coppia si creino problemi.

  1. Dentro alla tua mente

La nostra mente produce una miriade di pensieri al giorno: molti di questi sono legati a ciò che ci succede, altri sono un suo “prodotto esclusivo”. Tanti dei nostri pensieri, infatti, nascono dall’interpretazione della realtà che noi facciamo sulla base di alcune convinzioni profonde.
Ad esempio: se fossimo convinti di non valere niente, i nostri pensieri saranno prevalentemente incentrati su quanto lui è stato più bravo di me a svolgere quel lavoro, su come quella volta ho fallito, su come di conseguenza fallirò anche la prossima volta…. Insomma, i nostri pensieri sono in grado di amplificare il nostro modo di vivere la realtà, portandoci spesso a percepirla a modo nostro. Ed è in questo modo che si formano le diverse “versioni” della realtà, sulle quali nessuno è mai d’accordo (“è andata così!”, “no, non ti ricordi, è andata in quest’altro modo!”).
Restare intrappolati nella propria mente ci fa perdere nei pensieri, allontanandoci dalla realtà delle cose e, di conseguenza, dall’altro.

Riconoscere in noi questi processi è sicuramente il primo passo per andare verso l’altro, per ricostruire un modo di comunicare e relazionarsi che porti a una ritrovata vicinanza.

“Litigare è spiegare in modo complicatissimo e a voce alta cose semplici da dirsi sottovoce.”
(Erich Fromm)

psicologa psicoterapeuta alice garavaglia

 


Lascia un commento

L’ESPERTO RISPONDE: Amore o abitudine?

“Buongiorno, mi chiamo Mia, ho 25 anni e da 5 anni sono fidanzata con un ragazzo verso cui non ho mai provato una grande attrazione fisica ma che mi ha colpito per la sua premura nei miei confronti. Da mesi però non mi sento più appagata, né sessualmente (non facciamo quasi mai sesso, lui dice che non è importante), né emotivamente (lui ha scarso interesse verso tutto o quasi, non facciamo mai niente, sempre casa e lavoro). Però ho paura di perderlo perché si è sempre preso cura di me e mi rende la vita tranquilla, serena, stabile, piatta ma sicura. So che su di lui posso sempre contare. Non ho nessun altro con cui parlare e avere un rapporto così come ho con lui. Lui mi ama moltissimo ne sono certa e io ho paura di perdere una persona che so che mi ama. A volte penso che non troverò mai qualcuno come lui, ma il punto è che sembra che vada tutto bene non appena metto da parte le mie esigenze, ma se penso a queste e al fatto che non vengono quasi mai soddisfatte il mio pensiero è quello di lasciarlo. Sono così indecisa…”

 

Gentile Mia, la ringrazio per averci scritto.

L’aspetto di premura è importante in una relazione amorosa, ma le relazioni adulte sono caratterizzate anche da una componente di intimità fisica e sessuale. Il dialogo è molto importante e positivo in una coppia, ma questo non basta, se ci riflette, a definire un rapporto di coppia adulto. Ed in effetti mi sembra di aver capito che la mancanza di coinvolgimento con il suo compagno, anche da un punto di vista sessuale, sia un aspetto che attualmente non la appaga.

Probabilmente nel momento in cui ha deciso di fidanzarsi con questo uomo l’accudimento, cioè quel senso di protezione e cura, era ciò di cui aveva maggiormente bisogno. Le caratteristiche che ci descrive del suo compagno in effetti possono trasmettere molta stabilità e tranquillità, ma leggendo le sue parole, mi sembra che in questo momento della sua vita ci sia bisogno anche di altro…

Lei stessa scrive che va tutto bene soltanto nel momento in cui mette da parte le sue esigenze.

La condivisione di intenti e di un piano di vita comune che caratterizzano l’esistenza di una coppia, dovrebbe sempre comprendere l’attiva preoccupazione per le necessità e la crescita dell’altro individuo in quanto essere umano. Infatti, una buona differenziazione individuale all’interno di una coppia ne permette la durata stabile nel tempo proprio perché il rapporto funziona in base a quanto ciascuno si realizza nella relazione.

Mi sembra che in questo momento lei sia combattuta tra due bisogni che vive nella sua attuale relazione come antitetici: l’esigenza di sentirsi appagata, sia da un punto di vista emotivo che sessuale, e il bisogno di sentirsi protetta e accudita.

Forse potrebbe essere utile per lei analizzare quale dei due bisogni oggi senta come più importante.

Ci tengo, però, a sottolineare che, nonostante il bisogno di accudimento caratterizzi l’intera esistenza di un individuo, nella vita adulta non dovrebbe essere soverchiante rispetto alle altre esigenze individuali, altrimenti il rischio è che venga privilegiata questa unica dimensione del sentirsi, a discapito di altre dimensioni, come l’esplorazione e la sessualità, altrettanto fondamentali per il benessere adulto.

Tenga presente che i legami affettivi sono vitali per noi esseri umani ed è lì che si dipana la nostra intera esistenza. Per questo motivo tutto ciò che riguarda la rottura di un legame affettivo è particolarmente difficile e doloroso da affrontare e gestire.

Attualmente ci dice di non avere un’altra persona con cui parlare come lui, ma penso che lei possa avere la possibilità ed il tempo per costruire altri legami che abbiano queste caratteristiche. In fondo lei ha 25 anni e  questa è un’età in cui non si tirano ancora le somme, ma ci si apre alla vita.

Spero di averle dato qualche chiarimento. Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori dubbi o domande.

 

Vuoi anche tu inviarci la tua domanda? Puoi farlo semplicemente collegandoti alla pagina

 

esperto

Pensieri e Aforismi #87 de La Rochefoucauld

Lascia un commento

Pensieri e Aforismi #86 E. Fromm

Lascia un commento


Lascia un commento

I miti dell’amore

Alcune possibili definizioni di Amore
Risultati immagini per amorePer il biologo e filosofo H. Maturana, l’amore implica la necessità e la possibilità di essere riconosciuti e legittimati e richiede che si riconosca e si legittimi l’altro come persona.

Sternberg propone di definire cos’è Amore attraverso la presenza di tre componenti fondamentali:

  1. Intimità, che comprende i sentimenti di vicinanza, di condivisione e di legame;
  2. Passione, relativa all’attrazione fisica e alla componente sessuale del legame;
  3. Decisione e Impegno, che si riferiscono a due aspetti, uno a breve termine, cioè la decisione che si ama un altro, ed uno nel lungo periodo, cioè l’impegno di mantenere questo amore.

Per un altro autore come Fromm, Amore è:

  • Cura, intesa come attiva preoccupazione per la vita e la crescita del proprio partner, in quanto essere umano;
  • Responsabilità nel rispondere alle necessità dell’essere amato;
  • Rispetto, che permette di percepire l’altro nella sua individualità senza manipolazioni e strumentalizzazioni;
  • Conoscenza, che permette di comprendere ciò che l’essere amato incarna.

 

Cosa non è Amore
Il fatto che non ci sia una sola modalità di amare, ma che questa dipenda da chi ama, non toglie il fatto che ci siano forme di Amore che possono arrecare molto danno.

Se l’Amore è definito come accettazione dell’altro, non sono relazioni d’AmoreImmagine correlata:

  • relazioni gerarchiche che prevedono ubbidienza;
  • relazioni in cui è presente un’eccessiva rabbia;
  • relazioni in cui ci sia competizione, ovvero quando “il possedere” diventa una modalità relazionale della coppia;
  • relazioni in cui si verificano manipolazione o negazione dell’altro;
  • relazioni in cui uno dei due partner o entrambi sono infedeli in modo “cronico”;
  • situazioni di non compatibilità o di mancanza di interessi condivisibili tra i partner;
  • relazioni in cui è necessaria da parte di uno dei due partner la continua lotta per la soddisfazione dei propri bisogni legittimi;
  • situazioni di violenza psicologica, cioè quelle relazioni in cui prevalgono indifferenza, silenzio, distanza, denigrazione, menzogna, sarcasmo…;
  • relazioni in cui ci sia violenza fisica (ripetuta) nei confronti di uno dei membri della famiglia;
  • situazioni di dipendenza grave come alcolismo, tossicodipendenza, gioco compulsivo o anche dipendenza da Internet.

 

Cosa non dovreste mai sentirvi dire in una relazione d’Amore che possa definirsi tale
La gelosia è un sentimento che comunemente proviamo in una relazione d’Amore, ma sentirsi dire dal proprio partener Non hai il diritto di essere indipendente da me”, rivela una GELOSIA NON SANA per il rapporto, ma soprattutto per l’altra persona.

Pensare che Non sono niente senza di te” va ben oltre il sentirsi parte di un legame di coppia, ma ha piuttosto a che fare con la DIPENDENZA dell’altro nei nostri confronti.

Anche Non riuscirai a fare niente senza di me” non ha a che fare con dei genuini sentimenti di condivisione dei propri obiettivi di vita, ma piuttosto con l’OPPRESSIONE.

Il sentirsi dire frequentemente dal proprio partner E’ tutta colpa tua!” può caratterizzare e pervadere la relazione di un SENSO DI COLPA francamente ECCESSIVO.

Soprattutto le minacce, quindi frasi del tipo Fai ciò che ti dico …” non dovrebbero far quasi parte del linguaggio condiviso tra i due partner, altrimenti è in atto una PREVARICAZIONE di uno dei due partner sull’altro.

Ancora più grave sarebbe una minaccia come Se mi lasci mi uccido” che cela a ben guardare un RICATTO MORALE nei confronti dell’altro. Ed infine la certezza che non si stia parlando di un Amore genuino la si ha nel momento in cui il nostro partner ci dice Se mi lasci ti uccido”. Si, perché nonostante l’Amore sia pieno di incognite e nonostante le definizioni elencate non risolvano di certo l’argomento, un elemento che possiamo serenamente riconoscere come fondante l’Amore è il genuino interesse e preoccupazione per il benessere e la vita della persona amata.

Risultati immagini per amore perfetto

I miti dell’Amore
Alcuni dei principali miti che spesso ci ritroviamo ad inseguire nelle relazioni d’Amore sono:

La convinzione di poter trovare il PARTNER PERFETTO

La convinzione che il PARTNER POSSA COMPLETARCI

La convinzione che L’ AMORE PER ESSERE TALE DEBBA ESSERE FACILE…

La convinzione che L’ AMORE POSSA ESSERE ETERNO…

Forse una strada che potrebbe rivelarsi più promettente per il nostro benessere personale è, dopo aver abbandonato queste convinzioni (… nel caso le abbiate), quella di chiedervi:

“Che tipo di partner sono?”

“Che tipo di partner vorrei essere?”

“Quanto divario c’è fra chi vorrei essere e come sono ora?”

Ed infine, per concludere potreste chiedervi: “Che cosa è l’Amore per me?”

Potreste iniziare elencando i primi 10 sinonimi che vi vengono in mente pensando alla vostra definizione personale di Amore…

Dr.ssa Matia Pagliasso
Psicologa Clinica

 


Ossessionati da un amore

Se c’è un termine psicologico di moda in questi ultimi anni è “ossessione”.
Facendo zapping tra i canali che hanno il palinsesto incentrato principalmente su reality e documentari, le ossessioni sono i protagonisti indiscussi, che siano “imbarazzanti” o che ognuno racconti la propria. pensierosa
Non è però solo la televisione popolare che si occupa di ossessioni… Anche eminenti ricercatori se ne occupano ovviamente, e da qualche anno i ricercatori israeliani Guy Doron, Danny Derby e Ohad Szepsenwol hanno studiato in particolare il disturbo ossessivo compulsivo da relazione (DOC da relazione).
Si tratta di un disturbo che potrebbe riguardare diversi tipi di relazione (genitori-figli, professori-studenti; la propria relazione con Dio) ma quello più diffuso e studiato è quello che riguarda la relazione amorosa.
Continua a leggere


Lascia un commento

L’ESPERTO RISPONDE: indovina chi viene a cena?

Giorgia, 29 anni

“Buonasera, sono Giorgia e vi scrivo perché, sebbene possa sembrare una banalità, il mio problema, in questo momento, è presentare il mio nuovo ragazzo ai miei genitori. Sono figlia unica, ho sempre avuto un ottimo rapporto con loro, con mia mamma in particolare di estrema confidenza, e con papà di stima. Voglio bene a loro e loro ne vogliono a me. La difficoltà nel presentare il ragazzo con cui sto da tre  mesi è che Sam è pakistano. E’ un ingegnere, è venuto in Italia dopo la laurea e ha un ottimo lavoro qui, ma so già che i miei genitori avrebbero da obiettare fortemente per il suo paese di origine e per la sua religione. Loro sono un po’ tradizionalisti, chiusi e paurosi, oltre ad avere visioni politiche destrorse. Sam è musulmano, rispetta le linee guida fondamentali della sua religione, ma in questi mesi non mi è sembrato proprio che questo potesse avere delle ripercussioni negative nella nostra relazione. guess-whos-coming-to-dinner_mgzoomIl nostro rapporto è davvero molto bello, per quanto così diverso da me sto proprio apprezzando la voglia di conoscerci e provare a costruire qualcosa. La nostra sarebbe inoltre per me la prima relazione nella quale penso che potrei fare un salto di qualità, andare a convivere magari tra un po’. Un po’ di miei amici già lo conoscono, ma ai miei genitori non ho ancora parlato di lui, un po’ per scaramanzia e privacy in generale all’inizio di una storia (tendono un po’ a invadere), un po’ proprio perché ho paura della loro reazione (ho potuto evitare di parlarne anche perché da qualche anno, da quando lavoro stabilmente, non abito più con loro). Non voglio ferirli, ma non voglio nemmeno rinunciare a una relazione che sembra molto bella per questo motivo”.

Continua a leggere