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Psicologia Clinica e Forense – Psicoterapia – Logopedia

Pensieri e Aforismi #86 E. Fromm

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Definizione di amore: più facile dire cosa non è amore.

Definizione di amore: alcune possibili
Risultati immagini per amorePer il biologo e filosofo H. Maturana, l’amore implica la necessità e la possibilità di essere riconosciuti e legittimati e richiede che si riconosca e si legittimi l’altro come persona.

Sternberg propone la definizione di amore attraverso la presenza di tre componenti fondamentali:

  1. Intimità, che comprende i sentimenti di vicinanza, di condivisione e di legame;
  2. Passione, relativa all’attrazione fisica e alla componente sessuale del legame;
  3. Decisione e Impegno, che si riferiscono a due aspetti, uno a breve termine, cioè la decisione che si ama un altro, ed uno nel lungo periodo, cioè l’impegno di mantenere questo amore.

Per un altro autore come Fromm, Amore la definizione di amore è:

  • Cura, intesa come attiva preoccupazione per la vita e la crescita del proprio partner, in quanto essere umano;
  • Responsabilità nel rispondere alle necessità dell’essere amato;
  • Rispetto, che permette di percepire l’altro nella sua individualità senza manipolazioni e strumentalizzazioni;
  • Conoscenza, che permette di comprendere ciò che l’essere amato incarna.

 

Cosa non è “definizione di amore”
Il fatto che non ci sia una sola modalità di amare, ma che questa dipenda da chi ama, non toglie il fatto che ci siano forme di Amore che possono arrecare molto danno.

Se l’Amore è definito come accettazione dell’altro, non sono relazioni d’AmoreImmagine correlata:

  • relazioni gerarchiche che prevedono ubbidienza;
  • relazioni in cui è presente un’eccessiva rabbia;
  • relazioni in cui ci sia competizione, ovvero quando “il possedere” diventa una modalità relazionale della coppia;
  • relazioni in cui si verificano manipolazione o negazione dell’altro;
  • relazioni in cui uno dei due partner o entrambi sono infedeli in modo “cronico”;
  • situazioni di non compatibilità o di mancanza di interessi condivisibili tra i partner;
  • relazioni in cui è necessaria da parte di uno dei due partner la continua lotta per la soddisfazione dei propri bisogni legittimi;
  • situazioni di violenza psicologica, cioè quelle relazioni in cui prevalgono indifferenza, silenzio, distanza, denigrazione, menzogna, sarcasmo…;
  • relazioni in cui ci sia violenza fisica (ripetuta) nei confronti di uno dei membri della famiglia;
  • situazioni di dipendenza grave come alcolismo, tossicodipendenza, gioco compulsivo o anche dipendenza da Internet.

 

Cosa non dovreste mai sentirvi dire in una relazione d’Amore che possa definirsi tale
La gelosia è un sentimento che comunemente proviamo in una relazione d’Amore, ma sentirsi dire dal proprio partener Non hai il diritto di essere indipendente da me”, rivela una GELOSIA NON SANA per il rapporto, ma soprattutto per l’altra persona.

Pensare che Non sono niente senza di te” va ben oltre il sentirsi parte di un legame di coppia, ma ha piuttosto a che fare con la DIPENDENZA dell’altro nei nostri confronti.

Anche Non riuscirai a fare niente senza di me” non ha a che fare con dei genuini sentimenti di condivisione dei propri obiettivi di vita, ma piuttosto con l’OPPRESSIONE.

Il sentirsi dire frequentemente dal proprio partner E’ tutta colpa tua!” può caratterizzare e pervadere la relazione di un SENSO DI COLPA francamente ECCESSIVO.

Soprattutto le minacce, quindi frasi del tipo Fai ciò che ti dico …” non dovrebbero far quasi parte del linguaggio condiviso tra i due partner, altrimenti è in atto una PREVARICAZIONE di uno dei due partner sull’altro.

Ancora più grave sarebbe una minaccia come Se mi lasci mi uccido” che cela a ben guardare un RICATTO MORALE nei confronti dell’altro. Ed infine la certezza che non si stia parlando di un Amore genuino la si ha nel momento in cui il nostro partner ci dice Se mi lasci ti uccido”. Si, perché nonostante l’Amore sia pieno di incognite e nonostante le definizioni elencate non risolvano di certo l’argomento, un elemento che possiamo serenamente riconoscere come fondante l’Amore è il genuino interesse e preoccupazione per il benessere e la vita della persona amata.

I miti dell’Amore
Alcuni dei principali miti che spesso ci ritroviamo ad inseguire nelle relazioni d’Amore sono:

La convinzione di poter trovare il PARTNER PERFETTO

La convinzione che il PARTNER POSSA COMPLETARCI

La convinzione che L’ AMORE PER ESSERE TALE DEBBA ESSERE FACILE…

La convinzione che L’ AMORE POSSA ESSERE ETERNO…

Forse una strada che potrebbe rivelarsi più promettente per il nostro benessere personale è, dopo aver abbandonato queste convinzioni (… nel caso le abbiate), quella di chiedervi:

“Che tipo di partner sono?”

“Che tipo di partner vorrei essere?”

“Quanto divario c’è fra chi vorrei essere e come sono ora?”

Ed infine, per concludere potreste chiedervi: “Che cosa è l’Amore per me?”

Potreste iniziare elencando i primi 10 sinonimi che vi vengono in mente pensando alla vostra definizione personale di Amore…

Dr.ssa Matia Pagliasso
Psicologa Clinica

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Ossessione d’amore: DOC da relazione

Se c’è un termine psicologico di moda in questi ultimi anni è “ossessione” e spesso si fa riferimento ad un’ossessione d’amore.
Facendo zapping tra i canali che hanno il palinsesto incentrato principalmente su reality e documentari, le ossessioni sono le protagoniste indiscusse, che siano “imbarazzanti” o che ognuno racconti la propria. pensierosa
Non è però solo la televisione popolare che si occupa di ossessioni… Anche eminenti ricercatori se ne occupano ovviamente, e da qualche anno i ricercatori israeliani Guy Doron, Danny Derby e Ohad Szepsenwol hanno studiato in particolare il disturbo ossessivo compulsivo da relazione (DOC da relazione).
Si tratta di un disturbo che potrebbe riguardare diversi tipi di relazione (genitori-figli, professori-studenti; la propria relazione con Dio) ma quello più diffuso e studiato è quello che riguarda l’ossessione d’amore quindi della relazione amorosa.
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L’ESPERTO RISPONDE: indovina chi viene a cena?

Giorgia, 29 anni

“Buonasera, sono Giorgia e vi scrivo perché, sebbene possa sembrare una banalità, il mio problema, in questo momento, è presentare il mio nuovo ragazzo ai miei genitori. Sono figlia unica, ho sempre avuto un ottimo rapporto con loro, con mia mamma in particolare di estrema confidenza, e con papà di stima. Voglio bene a loro e loro ne vogliono a me. La difficoltà nel presentare il ragazzo con cui sto da tre  mesi è che Sam è pakistano. E’ un ingegnere, è venuto in Italia dopo la laurea e ha un ottimo lavoro qui, ma so già che i miei genitori avrebbero da obiettare fortemente per il suo paese di origine e per la sua religione. Loro sono un po’ tradizionalisti, chiusi e paurosi, oltre ad avere visioni politiche destrorse. Sam è musulmano, rispetta le linee guida fondamentali della sua religione, ma in questi mesi non mi è sembrato proprio che questo potesse avere delle ripercussioni negative nella nostra relazione. guess-whos-coming-to-dinner_mgzoomIl nostro rapporto è davvero molto bello, per quanto così diverso da me sto proprio apprezzando la voglia di conoscerci e provare a costruire qualcosa. La nostra sarebbe inoltre per me la prima relazione nella quale penso che potrei fare un salto di qualità, andare a convivere magari tra un po’. Un po’ di miei amici già lo conoscono, ma ai miei genitori non ho ancora parlato di lui, un po’ per scaramanzia e privacy in generale all’inizio di una storia (tendono un po’ a invadere), un po’ proprio perché ho paura della loro reazione (ho potuto evitare di parlarne anche perché da qualche anno, da quando lavoro stabilmente, non abito più con loro). Non voglio ferirli, ma non voglio nemmeno rinunciare a una relazione che sembra molto bella per questo motivo”.

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L’ESPERTO RISPONDE: Il Principe Azzurro non arriva!

Clara, 24 anni

Buongiorno, vi scrivo perché mi rendo conto che forse, qualcosa che a me è sempre sembrato una casualità, oramai è da troppo che va avanti.
Ho 24 anni, e non ho mai avuto una storia vera e propria con un ragazzo. Ci sono uscita, ho avuto delle brevissime storielle (qualche settimana), ma mai una storia.
Premetto che sono una ragazza a detta di tutti carina e so di essere simpatica, ho tanti amici e non ho difficoltà a conoscere ragazzi, ma le storie poi finiscono sempre, o le occasioni anche palesi vengono lasciate cadere, spesso mi rendo conto per colpa mia.

E’ come se aspettassi sempre di trovarprincipee il principe azzurro, il ragazzo ideale, ma guardandomi intorno mi rendo conto che forse sto sbagliando qualcosa.
Guardo le mie amiche, che hanno relazioni anche durature e felici, e mi rendo conto che ognuno dei loro ragazzi ha dei pregi e dei difetti, con i quali loro riescono a convivere perfettamente.
Se parlo con le amiche spesso mi dicono che è solo che non ho trovato la persona giusta, ma a me viene il dubbio che il problema forse non è solo questo.
Spero di non aver fatto una domanda troppo stupida, e di non crearmi pensieri inutili, ma ci tenevo ad avere un punto di vista esterno.
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